“Gente affamata, rosa equilibrata” per il Varese rinnovato

Imborgia e D'Aniello hanno spiegato le mosse sul mercato: «Gli attaccanti scelti non sono voluti venire, ma tra i nuovi arrivi c'è la soluzione. Difesa puntellata, bilancio in pareggio»

Antonino Imborgia non è uomo di poche parole e, soprattutto, non è uno che lancia il sasso e nasconde la mano. Meno di due giorni dopo il "gong"che ha sancito la chiusura del calciomercato, il vicepresidente del Varese ha "affrontato" la stampa per rendere conto del proprio operato nelle stanze dell’Atahotel Executive di Milano, il cuore delle trattative invernali nel mondo del pallone. Insieme al dg Giuseppe D’Aniello, suo braccio destro in questi giorni, Imborgia è stato punzecchiato dalle domande dei giornalisti a partire da quella che si sono fatti anche molti tifosi, pure durante la nostra interminabile diretta di lunedì: «A questa squadra non manca un attaccante?». Ma vediamo punto per punto le considerazioni di Imborgia, arrivate dopo la breve presentazione dei cinque nuovi giocatori di cui parliamo a parte.

GENTE CHE HA FAME – «Non posso dirmi completamente soddisfatto del mercato fino a che il Varese non si sarà salvato – esordisce Imborgia – Però in questa sessione di mercato abbiamo fatto il massimo di quel che potevamo fare e anche qualcosa di più. Sarà come sempre il campo a dire se il nostro operato sia giusto o meno, ma di certo abbiamo dato un filo conduttore alle operazioni: la fame. E questo vale sia per chi è arrivato sia per chi è andato via».

INVITI DECLINATI – Spostandosi sulla questione attacco, anzitutto la società esclude di operare sul mercato degli svincolati, l’ultimo ancora possibile. «Non cerchiamo e non prendiamo un giocatore per poche partite – spiega Imborgia – Posso invece dirvi che Miracoli (operato di appendicite domenica scorsa ndr) riprenderà a correre il 16 febbraio, quindi il suo stop sarà inferiore al previsto». Ecco quindi come sono andate le trattative con i nomi "caldi" dei giorni scorsi. «Abbiamo puntato principalmente tre giocatori: Sforzini, Sansovini e Galabinov, e per provare a prenderli abbiamo anche messo sul tavolo più soldi del previsto e di quanto ci potevamo permettere, pur rispettando i parametri di Lega. Bene, tutti e tre per vari motivi hanno declinato il nostro invito, pur mantendosi corretti nei nostri confronti». Con Sansovini in particolare c’era già un accordo condizionato però dalla possibilità per l’attaccante di tornare a Pescara, e alla fine gli abruzzesi hanno scelto di acquistarlo. Ben più breve, spiegano i dirigenti biancorossi, la trattativa con Ferrari: «Ci ha chiesto fin da subito uno stipendio fuori da ogni logica: per quanto ci rigurada dopo 3′ era già un "no" anche se la questione si è trascinata un po’».

L’ADDIO DI LUPOLI – La questione dell’attaccante "mancante" è stata sollevata anche in virtù della cessione di Lupoli, sulla quale la versione della società è chiara. «Non esiste un ripensamento "a posteriori" su di lui, perché quando un giocatore ha già i documenti firmati in mano significa che l’accordo con il Frosinone c’era già. Lo abbiamo saputo dopo la partita di Lanciano e quando si è capita la gravità del malessere di Miracoli abbiamo chiesto a Lupoli di congelare la trattativa ma ormai la sua decisione era presa. Non ci sono problemi, ma per rispetto del Varese e dei suoi tifosi non lo avrei trattenuto a forza e non voglio che passi il principio che noi abbiamo voluto mandarlo via».

IL CASO FIAMOZZI – La trattativa "in uscita" che non si è concretizzata ha riguardato invece Ricky Fiamozzi, promesso sposo del Cagliari prima che le nozze siano saltate. Imborgia e D’Aniello, pur senza alimentare polemiche, non nascondono il disappunto: «Legittimo cambiare idea, ma farlo e avvisare solo all’ultimo giorno di mercato è una cosa che sarebbe meglio non fare. Il mancato accordo ha inciso dal punto di vista tecnico rispetto a quando abbiamo iniziato a trattare, perché avevamo scelto tre giocatori e alla fine è arrivato il solo Capello, che va ringraziato visto che fin da subito ha creduto nel Varese ed è stato con le valige pronte al trasloco per diversi giorni. Poi c’è il condizionamento dal punto di vista economico: fosse sfumata prima la trattativa avremmo imbastito altre operazioni, ma abbiamo trovato e troveremo il modo di ovviare».

CHI È RIMASTO – Tra le pieghe del discorso si parla anche delle richieste ricevute per i giocatori del Varese che poi sono rimasti in biancorosso. «Chi è restato è perché lo ha scelto, e siamo ben felice di questa cosa. Sondaggi e offerte ce ne sono stati: parlo di Rea, di Neto, di Barberis, di Forte, di Miracoli… avrebbero guadagnato soldi altrove, hanno voluto proseguire la loro avventura qui».



ROSA PIÙ EQUILIBRATA
– Analizzando i giocatori messi ora a disposizione di Bettinelli, Imborgia tratteggia l’identikit del Varese rinnovato. «Anziutto una cosa è certa, il gruppo è formato da ragazzi supermotivati. L’allenatore ha la possibilità di avere le alternative per il suo 4-4-2 o 4-2-4 e in attacco possono giocare sia Capello sia Lores Varela: il primo è una punta, il secondo gradisce giocare più vicino alla porta. Tra l’altro penso che il principio di Bettinelli – giocare la palla, stare alti, provare a proporsi – possa calzare con questi giocatori. Ora, io non ho la sfera di cristallo per dire se il Varese si sia indebolito o rafforzato: si parte alla pari e il campo darà il suo verdetto. La squadra è questa, adesso secondo alcuni faccio la parte dello sprovveduto (il termine usato è diverso ndr) e magari tra due mesi sarò considerato un fenomeno: il calcio è così e a me piace anche per questo. Però ritengo che la squadra sia più equilibrata di prima: abbiamo un centrale mancino (Marco Rossi) che prima non c’era, un terzino (Jebbour) che può giocare sulle due fasce e che due anni fa stava per andare al Chievo. L’aggiunta di Osuji dà quell’aggressività a centrocampo che cercavamo, perché ha caratteristiche differenti dagli altri mediani in rosa: il suo ritorno non è dovuto a un fatto emotivo ma a una scelta oggettiva».

SOLDI: BILANCIO IN PARI – La mancata cessione di Fiamozzi ha tolto quell’incasso che si sperava, ma D’Aniello – l’uomo dei conti in casa Varese – ostenta una certa tranquillità. «Il bilancio monetario è praticamente in pareggio, anche se vanno completati i conti nel dettaglio. Il parametro di Lega è stato rispettato e avremmo anche potuto forzare la mano per l’attaccante, come ha spiegato Imborgia, pur complicandoci un po’ la vita dal punto di vista amministrativo. I giocatori in prestito sono in parte pagati dalle società di provenienza, uno come Capello si ripaga con i contributi legati alla valorizzazione mentre le uscite di Lupoli e Rivas permettono di risparmiare sul monte stipendi. Oggi non possiamo ancora essere certi che le prossime scadenze saranno rispettate al 100%, ma siamo decisamente ottimisti e più tranquilli che in passato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 febbraio 2015
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