L’accordo fiscale tra Italia e Svizzera visto dai social

Nei due paesi l'evento ha avuto una diversa risonanza. I deputati del PD delle province di confine di Como e Varese hanno scritto ai Ministri Poletti, Padoan e Gentiloni per la tutela dei frontalieri

Il 23 febbraio 2015 Italia e Svizzera hanno siglato l’accordo fiscale che prevede l’abolizione del segreto bancario. Ma nei due Paesi l’evento ha avuto una diversa risonanza, sui giornali e sui social network italiani le polemiche non sono state poche. Come si legge sull’account Twitter della Televisione Svizzera, i giornali italiani e Ticinesi hanno dato grande risalto alla notizia, mentre quelli d’Oltralpe hanno dedicato poco spazio limitandosi a pochi accenni.

UN PROBLEMA DI DEFINIZIONE –In un’intervista rilasciata a  www. swissinfo.ch, lo storico svizzero Hans-Ulrich Jost ha dichiarato che «in Asia, in Africa o nei paesi dell’ex Unione sovietica esistono mercati redditizi dove non è necessario concludere un accordo per verificare l’origine illecita dei fondi». Ha aggiunto inoltre che il nome cambierà un po’, ma nella pratica, «il segreto bancario sarà mantenuto».

Se nella Confederazione dell’accordo fiscale si è parlato poco, sui social network in Italia si sono scatenate alcune polemiche che hanno spaccato il paese a metà: quelli che sostengono che l’accordo fiscale potrà portare al conseguimento di risultati positivi e quelli che giudicano la fine del segreto bancario come l’ennesima "fregatura" per il popolo italiano.

@matteosalvinimi: Accordo fiscale Italia-Svizzera, ci rimetteranno Comuni di confine e FRONTALIERI. #Renzi twitta #comepromesso: ennesima fregatura! #Salvini


@ArmandoSiri: Per Renzi è sempre #lavoltabuona per tartassare gli italiani. Il Governo ha inserito nel DDL "Concorrenza" la… http://t.co/dUY5Fu7Mu0

@DaniloToninelli: Accordo ITA/CH su #segretobancario è schiaffo a chi paga le tasse. Parte dal 2018, cancella reati fino al 2010 e condona quelli successivi.

Anche il vignettista  del "Corriere della Sera", Giannelli, ha voluto dedicare una vignetta alla condizione in cui si trova l’Italia dopo aver siglato il tanto atteso accordo, scherzando sul fatto che ora tutti sapranno che noi Italiani siamo rimasti senza soldi.
I politici non sono stati a guardare. I deputati del Partito Democratico delle province di Como e Varese (Braga, Guerra, Gadda, Marantelli e Senaldi) hanno scritto ai ministri Poletti, Padoan e Gentiloni chiedendo di «tutelare e garantire la dignità dei lavoratori frontalieri, in un quadro di rispetto reciproco tra gli Stati nazionali, visto il ripetersi di comportamenti discriminatori messi in atto, sempre più spesso, da aziende localizzate in Svizzera, nei confronti dei lavoratori italiani frontalieri. In ultimo, i deputati in questione hanno lanciato un campanello d’allarme, mettendo in luce il rischio esistente di far arretrare di decenni le condizioni di migliaia di lavoratori e lavoratrici, italiani e svizzeri.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 febbraio 2015
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