L’Otello di Lo Cascio è viva modernità

Completamente compresso in un atto unico, senza una pausa, anziché in 5 atti il dramma andato in scena all'Apollonio è stato raccontato abilmente con un gioco di disegni animati che funzionano da prologo

Un Otello tutto siciliano, o quasi. Raccontato con una voce narrante esterna al dramma, che arriva a dialogare, a tratti – in particolare nel finale – con il protagonista stesso del dramma. Completamente compresso in un atto unico, senza una pausa, anziché in 5 atti come nella tragedia di Shakespeare, il dramma viene raccontato abilmente con un gioco di disegni animati che funzionano da prologo, proiettati su un telo bianco posto al centro della scena.
L’espediente grafico ben si presta a riassumere il fil rouge che porterà Otello a scivolare in un vortice di furia, odio e desiderio di vendetta: il fazzoletto, in origine regalato a lei da Otello, che Desdemona fa passare dalle proprie mani a quelle di Cassio. L’idea dei disegni animati, viene ripetuta in più punti dell’intero spettacolo, e ben si presta la scelta delle immagini in bianco e nero – che in più occasioni vengono proiettate su dei teli appositamente calati al momento giusto, e poi ritirati su – le quali sottolineano le componenti emotivamente legate ai vissuti d’angoscia interiore che permeano l’animo di Otello, sobillato da Iago.

La scelta di lasciare Desdemona parlare in italiano (unico dei quattro presenti sulla scena) lascia molto spazio al suo parlare dolce, soave e poetico. Di parole che sgorgano dal cuore, e non dai calcoli razionali e cinici di obiettivi secondari da raggiungere, quali quelle di Iago. Così come, l’idea di riassumere l’intero quadro della situazione, ponendo lo spot su Iago, seduto, che parla dal di dentro della cornice di un … quadro, «incornicia» la dinamica delle passioni che camminano sotterranee nell’animo umano, e di cui la ragione ben poco sa.
L’intero dramma è stato recitato con enfasi, capace di trasmettere i vissuti dei personaggi. Ma, le voci degli attori erano tali da potersi permettere anche di recitare in assenza di microfoni.

Nota finale
: il viaggio di Otello sulla luna alla ricerca del fazzoletto, dei sospiri e delle lacrime di Desdemona, che ricorda un po’ il viaggio di Astolfo, vorrebbe rappresentare il pentimento di Otello per l’atto empio, o il perdurare della sua nostalgia per un’ideale sentimentale?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 febbraio 2015
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