La Grecia annuncia: “Basta Troika”

Francorte e Berlino criticano la politica economica del governo greco, ma il premier Tsipras fa sapere che Atene ha chiuso con i patti sottoscritti con il Fondo monetario internazionale, la Banca Centrale e la Commissione europea

Le scosse che stanno scuotendo la borsa di Atene, dopo il colloquio tra il ministro delle finanze Yanis Varoufakis e il presidente della Bce Mario Draghi, non accennano a diminuire. 
Francorte ha eslcuso una nuova tranche di finanziamenti alle banche elleniche nel caso in cui il governo del neoeletto Alexis Tsipras, decidesse di abbandonare la strada tracciata dai patti firmati con la Troika (Bce-Fmi-Commissione europea). Tra ieri e oggi la borsa greca ha bruciato il 9 per cento del suo valore, mentre lo spread decennale titoli greci-bund è schizzato a 960 punti base. 

Ma gli avvertimenti del mercato non spaventano il premier greco che nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio ha dichiarato: «La Troika è completamente finita. Abbiamo un impegno con le regole dell’Unione europea anche se non siamo d’accordo con esse. Ma le rispettiamo e rispetteremo la regola che riguarda i bilanci senza deficit. Ma l’austerità e gli irraggiungibili avanzi primari non costituiscono le regole istitutive dell’Ue».

Nel frattempo Wolfgang Schauble, il ministro dell’economia tedesco ha incontrato il suo omologo greco Yanis Varoufakis. Schauble, da sempre un falco del rigore e del rispetto degli impegni assunti dai predecessori di Tsipras con l’Europa, ha dichiarato che le misure decise da Syriza vanno nella "direzione sbagliata". La Grecia, ha spiegato Schauble, deve affrontare i problemi «con le tre istituzioni con cui ha sottoscritto il programma: la Bce, la Commissione Ue e il Fmi». 

Ma quali sono i margini di manovra per il governo ellenico? Ieri La Bce ha escluso la possibilità per le banche greche, assetate di liquidità, di prelevare ulteriore denaro dalla Banca centrale europea fornendo come garanzia i propri titoli di Stato. Gli istituti di credito ellenici potranno continuare a rifinanziarsi con la Bce, ma a un tasso molto più alto rispetto a quello applicato al finanziamento di base (a quanto riferisce "il Post": 1,55 per cento contro 0,05 per cento) e con un rischio di cui si farà carico la Banca centrale Greca.
Di contro Varoufakis, a quanto riportato dal "Corriere della Sera", avrebbe offerto a Draghi la garanzia di scambiare i Titoli di Stato detentuti da Francoforte con "perpetual bond", titoli che pagano interessi ma senza scadenza. Una proposta considerata irricevibile dalla Bce che vedrebbe allungarsi a dismisura i tempi del rientro sul debito ellenico.
Il governo greco, sempre a quanto riferisce il quotidiano milanese, vorrebbe emettere Titoli di Stato per circa dieci miliardi di euro in vista del termine del patto con la Troika, a fine febbraio, e di altre scadenze. Ma senza l’aiuto della Bce chi comprerà i "titoli spazzatura" greci? Una possibile soluzione alla "trattativa" potrebbe arrivare il prossimo 12 febbraio, data in cui si riunirà l’Eurogruppo, il summit dei ministri economici e delle finanze europei. L’occasione giusta per misurare la forza effettiva di chi critica le politiche d’austerità. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 febbraio 2015
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