“Memorie di un tiratore mancino”. Esce il libro di Mauro Buzzi Reschini

L'ex giocatore ha presentato oggi il suo lavoro, edito da Sunrise Media, che racconta le sue avventure nel corso del Settore Giovanile della Pallacanestro Varese

La vita nello spogliatoio, la tensione delle gare e l’affiatamento di un gruppo di amici prima che di compagni di squadra. Questi sono i temi del libro di Mauro Buzzi Reschini “Memorie di un tiratore mancino” edito da Sunrise Media e in uscita nelle edicole da oggi, mercoledì 11 febbraio al prezzo di 10 euro.
Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi alla sala stampa del PalaWhirlpool, il primo a prendere parola è stato Michele Marocco, direttore generale di Sunrise Media, che ha svelato come è nato questo volume: «Siamo contenti di aver pubblicato questo libro. Max Ferraiuolo ci ha contattato convincendoci a intraprendere questa esperienza e siamo molto felici di aver trasformato un sogno in realtà».
La parola è poi passata all’autore, che ha spiegato come è nato questo lavoro: «In realtà non è sorto per essere pubblicizzato, poi però dopo averlo inviato ad un paio di amici e avendo ricevuto buone “recensioni” mi sono fatto coinvolgere nella pubblicazione. L’idea è nata questa estate rivedendo un album di memorie tenuto via da mio padre, nel periodo in cui ho frequentato il settore giovanile della Pallacanestro Varese negli anni dal 1975 al 1980 con la classe del ’62, dal primo provino all’emozione della prima divisa. Sullo sfondo ovviamente le vittorie della prima squadra, che proprio grazie ai suoi successi ha fatto sì che a Varese nascesse un legame fortissimo e unico in Italia tra questo sport e il territorio. Spero che il libro piaccia e credo possa essere di spunto di interesse per giocatori, ex cestisti e appassionati della palla a spicchi».

Presenti alla conferenza stampa, oltre ai tanti amici dell’autore e agli ex compagni di squadra presenti nel libro, anche il presidente della Pallacanestro Varese Stefano Coppa e l’allenatore Gianmarco Pozzecco. Recensione molto positiva da parte del numero uno biancorosso: «L’ho letto in due serate e mi è piaciuto moltissimo perché trasmette bellissime emozioni. Spero che i miei figli possano avere la fortuna nella loro vita di vivere le avventure scritte in questo testo».
Il coach biancorosso guarda avanti: «Dobbiamo far sì che queste emozioni di creino anche in un futuro. La base della pallacanestro a Varese è la passione. La prima squadra è solo la punta di un iceberg di un grande movimento».
L’ultima parola è toccata al decano dei giornalisti varesini, Claudio Piovanelli, che è stato uno dei primi a leggere il libro dando una mano nella pubblicazione: «Lo consiglio a tutti perché è scritto benissimo, va giù come l’acqua naturale. Dopo aver letto l’introduzione e le prime due pagine sono stato coinvolto con entusiasmo nella lettura. Bravo Mauro!».


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2015
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