“Succubi di interessi economici, si dimettano tutti”

Il partito democratico chiede le dimissioni dei vertici di Trenord, dell’assessore lombardo Alessandro Sorte e anche del Ministro Lupi: “Rispondono solo ad interessi economici e rimangono sordi verso i pendolari”

Viene bollata come "paradossale" dal Partito Democratico la vicenda della soppressione della fermata bustocca del Malpensa Express che dalle scorse settimane sta agitando politici e, sopratutto, pendolari. "Se Malpensa è infatti destinato a diventare il regno dei cargo a cosa servirà l’alta velocità a partire dallo scalo aeroportuale se non ci saranno passeggeri" si chiede il coordinatore cittadino, Salvatore Vita.

Quello del PD è un attacco frontale all’assessore Alessandro Sorte le cui parole al recente incontro con il Ministro Maurizio Lupi vengono tradotte in un "cari pendolari di Busto Arsizio e dintorni, siamo molto addolorati ma a noi di voi non ci interessa un fico secco. Quindi per raggiungere il posto di lavoro al mattino sbrigatevela da soli perché per Regione e Trenord le priorità sono altre". Proprio per questo motivo secondo i democratici "è necessario che i vertici di Trenord insieme all’assessore Sorte non si trincerino dietro questioni pseudotecniche e ammettano la loro incapacità di gestire una vicenda che vede coinvolte migliaia di lavoratori, oppure lascino i loro incarichi a chi meglio di loro potrà garantire una soluzione di buon senso".

Ma anche la posizione del Ministro Lupi viene fortemente contestata dal PD, che arriva a definirla "una sconfitta della politica" dal momento che si sarebbe prostrata "nei confronti degli interessi economici forti che decidono alle spalle dei cittadini e rimangono sordi anche alle loro più piccole esigenze, come quella di poter avere un servizio ferroviario accettabile, anche se estremamente salato, per continuare a fare il proprio lavoro".

Alla luce di tutto questo "chiediamo a Maroni di fare il suo dovere e intervenire a tutela degli interessi degli oltre seimila cittadini lombardi che a gran voce stanno chiedendo solo il rispetto di esigenze imprescindibili" e "che la maggioranza di Lega e Forza Italia a Busto Arsizio prendano netta e ferma posizione sulla vicenda ed esprimano con forza il proprio biasimo e dura condanna per una decisione che penalizza l’intero territorio come mai in passato". Nel frattempo la battaglia per il treno potrebbe spostarsi molto più a sud, dal momento che il PD annuncia che attraverso "l’intervento dei nostri Parlamentari porteremo la voce dei pendolari nelle sedi opportune, chiedendo se necessario anche le dimissioni di un ministro che tutela gli interessi economici di pochi a danno di un tessuto economico e produttivo fondamentale per la Lombardia".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2015
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