Non sparate sempre su Trenord

In dieci anni i passeggeri sono cresciuti quasi del 50%, ma insieme con questo aumentano disagi e problemi. Manca una visione moderna e un diretto coinvolgimento dei cittadini in una gestione complessa e difficile

 Non passa giorno che non ci siano disagi e problemi per i pendolari e i viaggiatori di Trenord. Ritardi, treni sporchi, soppressioni di corse, code alle poche biglietterie, aumenti delle tariffe sono alcune delle lamentele più frequenti insieme con la rabbia per gli aumenti delle tariffe.
La Regione Lombardia si è presa la solenne responsabilità di garantire almeno un aumento della puntualità delle corse.
Ma chi è Trenord e soprattutto cosa gestisce?
Prendiamo due dati. Il primo direttamente dal sito ufficiale della società di trasporti.

Linee ferroviarie

Con una flotta di 330 treni, TRENORD opera ogni giorno oltre 2.300 corse, muovendo più di 650.000 viaggiatori in Lombardia. La rete ferroviaria lombarda (1.900 Km, escluse linee AV) è tra le più frequentate d’Europa. In totale vi transitano circa 3,8 miliardi di passeggeri/km annui, che in larga misura confluiscono verso Milano.

Il modello di esercizio sul quale la nuova realtà di TRENORD si è innestata ha preso forma nel 2004 con l’attivazione in Lombardia delle cosiddette Linee Suburbane – che hanno integrato l’offerta ferroviaria regionale e sfruttato finalmente la costruzione del Passante Ferroviario nel territorio milanese  –  e con l’introduzione dell’orario cadenzato sull’intero sistema.

Rilevando da LeNord e Trenitalia Lombardia il servizio ferroviario da loro garantito, TRENORD ha introdotto servizi aggiuntivi, sia in termini di quantità di corse (+370), sia in termini di nuove tipologie, come i regionali veloci (RegioExpress).

Attualmente, il servizio TRENORD è organizzato in direttrici e offre 48 LINEE REGIONALI (Linee R e Linee RE), 10 LINEE SUBURBANE (Linee S) e 3 LINEE AEROPORTUALI dedicate al collegamento con Milano Malpensa.

Il secondo dal sito delle ferrovie dello Stato.

La produzione annuale di TRENORD è pari a 35 milioni treno*km, cioè uguale a:
– 7 volte la produzione del secondo operatore locale Met.ro (Roma, con 4,7 mln di treni*km); essa è inoltre superiore di 2 milioni treni*km alla somma di tutti gli operatori locali che operano in Italia (Trenitalia esclusa);
– quasi quella interamente prodotta da Piemonte (20,9 mln di treni*km) ed Emilia Romagna (17,1 mln di treni*km)
– Ogni giorno TRENORD produce lo stesso numero di treni di Svizzera e Paesi Bassi messi insieme
Con TRENORD la Lombardia è la prima regione italiana per produzione ferroviaria, superiore di oltre il 50% rispetto alla seconda regione italiana (Toscana) e di oltre il 63% rispetto al Lazio
– 650mila passeggeri al giorno, 180 milioni l’anno
– su una rete di 1.920 Km, 2.200 corse al giorno, circa 10 volte il numero di treni della la lunga percorrenza

TRENORD gestisce 10 linee S (suburbane), 42 tra Linee R (regionali) e RE (regio express), oltre al servizio Malpensa Express che collega le stazioni di Milano Cadorna e Milano Centrale con l’aeroporto internazionale

2.000 le ore di servizio prodotte ogni giorno
2,4 milioni, pari a 275 anni, le ore di minori ritardi restituite ai passeggeri attraverso il miglioramento della regolarità dei treni nel 2010 rispetto al 2009
700 i punti vendita, di cui 117 biglietterie
419 le stazioni servite
3.900 i dipendenti
330 treni e 1.850 “pezzi” tra locomotori e carrozze
5 impianti di manutenzione: Milano Fiorenza, Novate, Lecco, Cremona, Iseo, per una superficie complessiva pari a 140 campi da calcio
1.080 i milioni di euro investiti in materiale rotabile da Regione Lombardia tra il 2001 e il 2010, pari a
– 43% del totale nazionale
– oltre 15 volte la media delle altre regioni italiane (circa 80 milioni di euro)

250 milioni di euro l’investimento ulteriore in nuovi treni annunciato oggi da TRENORD

In meno di dieci anni i viaggiatori quotidiani sono cresciuti di oltre il 50%. Complice la crisi, e probabilmente anche alcuni incrementi dell’offerta, oggi Trenord fa muovere oltre 670mila persona al giorno in Lombardia. Dati davvero notevoli.
Cosa manca allora?
Al di là di aspetti organizzativi, si tenga conto che acquistare una locomotiva non è la stessa cosa di prendere un’auto, (non si entra da un concessionario e si ritira) c’è un grande problema di visione e anche di comunicazione. Vengono fatti interventi anche molto costosi senza pianificare altro. Si pensi solo ai lavori nelle stazioni. Inoltre, spesso i passeggeri sono lasciati al loro destino. Non c’è molta informazione ( non basta certo il buon monitoraggio fatto con Twitter) e quindi conoscenza, rendendo così impossibile anche un sentimento di condivisione e di partecipazione. 
Anche a causa di una gestione figlia della politica, c’è ancora una vecchia visione dove l’azienda è una cosa e i cittadini un’altra. Il rapporto resta quello di prestazione e basta. Oggi, anche grazie alla tecnologia sarebbe possibile avere un continuo monitoraggio della situazione coinvolgendo in modo più attivo le persone.
Una condizione che non sarebbe la risoluzione di tutti i problemi, ma potrebbe aiutare, e non poco, ad affrontare con maggiore serenità i disagi quotidiani, impegnando ognuno per il miglioramento dei servizi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 febbraio 2015
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