Pochi iscritti a meccanica all’Isis Ponti, ma il lavoro c’è

Nonostante un territorio ricco di officine e aziende del settore, il corso di meccanica meccatronica ha pochi iscritti. Una situazione paradossale in cui il fattore culturale gioca un ruolo decisivo

officine meccaniche gallaratesi

Con 1762 studenti e un’offerta formativa spalmata su diverse aree tematiche, l’Isis Ponti di Gallarate è un connettore indispensabile tra scuola e mondo del lavoro.
Eppure, come nel caso dell’Isis Newton e dell’indirizzo in materie plastiche che rischiava di non essere avviato a causa delle poche iscrizioni (leggi l’articolo), anche qui qualcosa si è inceppato nel dialogo tra famiglie, scuole e imprese. Secondo Anna Scaltritti, dirigente dell’istituto, il problema è essenzialmente “culturale”. Infatti, pur trovandosi al centro di un distretto meccanico tra i più importanti in Italia, l’Isis Ponti arranca nelle iscrizioni al nuovo anno del corso di meccanica meccatronica ed energia. «Troppo spesso – continua la Scaltritti – le famiglie considerano le impresa del settore meccanico solo come un luogo sporco e faticoso, in cui si usano molto le mani e poco la testa».

Ma è davvero così? A giudicare dalle iscrizioni, sì. Gli studenti iscritti al primo anno dell’indirizzo meccanico-meccatronico sono, secondo i dati relativi all’anno in corso, solo l’11,7 per cento del totale, cioè 26 studenti su 224 di prima superiore.
I ragazzi (e quindi le loro famiglie) prediligono gli indirizzi di aeronautica, informatica e chimica, in cui ci sono già due sezioni per classe.
«Abbiamo fatto molta fatica ad attivare l’indirizzo meccanica-meccatronica ed energia – prosegue la preside – eppure le aziende meccaniche del territorio chiedono con una certa regolarità, nomi di studenti diplomati del settore meccanico. L’esempio più recente lo offre proprio una ditta rinomata della nostra provincia, le Officine Meccaniche Gallaratesi (foto), che hanno appena assunto sette nostri diplomati». Stesso discorso per cinque ragazzi assunti all’Alenia Aermacchi e di altri quattro occupati in altrettante piccole e medie imprese della zona.


La diffidenza non è del tutto ingiustificata
. Le aziende del territorio hanno sofferto gli anni della crisi e, come ci confermano alcuni imprenditori del settore raggiunti telefonicamente, non hanno smaltito le difficoltà. Eppure le eccezioni ci sono anche qui.
«Noi ricerchiamo personale qualificato – racconta Luigi Galdabini, titolare di un’azienda meccanica di Cardano al Campo con sedi in Svizzera e in Cina – ma fatichiamo a trovarlo e un domani faremo ancora più fatica. Parlo di persone che sappiano gestire una macchina a controllo numerico, non semplicemente schiacciare un bottone».
Secondo l’ingegnere mancano manutentori, collaudatori, operatori di macchine a controllo numerico, meccatronici. «Sarei davvero molto stupito se mi dicessero che dei tecnici specializzati non trovano lavoro. Anzi, le aziende come la nostra se li contenderebbero».

Proprio per soddisfare il fabbisogno delle aziende come la Galdabini, l’Isis Ponti, insieme alle associazioni di categoria e agli imprenditori del territorio, è riuscito nel 2012, dopo un lungo lavoro di orientamento, informazione e potenziamento dei laboratori, ad attivare una classe di meccanica e meccatronica, segno che qualcosa si sta lentamente muovendo. «Credo che la scuola prepari ragionevolmente bene – conclude l’ingegnere – ma credo anche che siamo di fronte a un problema culturale. I ragazzi devono iniziare presto ad amare il lavoro. Il nostro non è un settore per gente che ha poca voglia di imparare, è una sfida continua».
Una sfida che, almeno per il momento, non è stata pienamente raccolta dal territorio. Sempre a quanto riferisce l’Istituto nel 2014 sei aziende locali hanno chiesto periti meccanici da inserire in azienda, senza però riuscire a soddisfare le proprie aspettative. Non c’erano abbastanza diplomati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2015
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