Presidente Maroni, si faccia consigliare bene

Pier Fausto Vedani invita il Presidente Maroni a lasciarsi consigliare da chi conosce perfettamente la macchina della sanità cittadina e spezza una lancia in favore di quegli infermieri che hanno parlato anche in difesa dei malati

Attesa e curiosità per la svolta annunciata da Roberto Maroni dopo i ripetuti e inadeguati interventi dell’apparato burocratico per eliminare  serie lacune assistenziali accertate negli ultimi anni  all’ ospedale  di Circolo. 

Lacune che hanno  scatenato reazioni pesanti, come è accaduto con la contestazione di infermieri del Pronto Soccorso dal  palcoscenico di una delle più seguite trasmissioni televisive  nazionali, “Striscia  la notizia”.

In effetti la denuncia di problemi e disservizi  del nostro  PS avrebbe potuto avere un “abito”  meno teatrale, ma sarebbe stato difficile, se non impossibile, chiederlo a una trasmissione che da anni ha un successo clamoroso proprio perché è anche spettacolo.

E’ stato commesso un errore che può avere intaccato l’immagine di chi lavora in ospedale e  più genericamente quella della città, ma l’errore non può essere  strumentalizzato, cioè diventare alibi per nascondere o sminuire situazioni inconfutabili. 

E c’è da considerare una particolarità dell’essere dipendente negli ospedali, nei luoghi della sofferenza e del dolore. Chi chiede il rispetto dei propri diritti inevitabilmente sullo sfondo della sua rivendicazione vede sempre apparire situazioni e problemi  degli ammalati. Sono una seconda controparte, un vincolo morale che non esiste in molti altri rapporti di lavoro e che inevitabilmente viene sempre tenuta presente  anche a costo di sacrifici.
Lo hanno fatto e lo 
fanno anche i “ribelli” del  Pronto Soccorso. Lavorare o essere sindacalisti nell’ambito della sanità non è facile.

Si attende anche  con curiosità l’arrivo a Varese di Maroni con la soluzione dei problemi  del “Circolo.” Il numero uno 
della Lombardia è stato un ottimo ministro degli Interni a detta di decine di personaggi e protagonisti idi quella amministrazione:  in più occasioni  da noi interpellati  dopo che, aldilà di polemiche ideologiche, si constatava  la considerazione della quale il ministro varesino godeva anche in  campo.. nemico.
Il segreto? Maroni si  avvaleva della collaborazione di ex prefetti, conoscitori notevoli della macchina dello Stato.

Ecco, mi auguro che faccia altrettanto  per la nostra sanità e che non abbia fretta di imporre regole nuove senza una verifica delle verifiche. Gli stessi  medici del Circolo mettono a disposizione le loro esperienze: sono riferimenti preziosi perché il nostro ospedale rispetto  ad altri ha una storia  bellissima , ma per certi versi anomala. Se sono usciti allo scoperto medici molto riservati, che non parlano mai, come Segato, Calveri, Cocozza, significa che c’è esigenza assoluta di conoscenza piena, rassicurante  da parte della politica  nel momento di decisioni importanti.

 Vista la rabbiosa reazione dei cittadini a fronte di assurdità gestionali, che non sono imputabili ai direttori mandati a Varese, ma a  Palazzo Lombardia, le soluzioni proposte  saranno oggetto di una attenta verifica sul campo. Maroni non avrà  avuto forse  buoni consigli dal territorio, apparso abbastanza distaccato dalle problematiche  sanitarie quando si è trattato di prendere decisioni  per esempio  in ambito urbanistico a Varese con  il trasferimento in periferia dei due ospedali. Forse il peggio assoluto della  insensibilità e dell’incultura ci fu con il no al progetto di un nuovo ospedale del Verbano . Ci saremmo avvicinati a Busto Arsizio  come quantità di strutture d’elezione, avremmo salvato Varese da difficoltà oggi a volte serie.
L’ idea del nuovo ospedale del Verbano era formigoniana. Ben mi sta.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 febbraio 2015
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