Quanto è efficace la Medicina di Maroni?

E’ stato di parola Roberto Maroni e si è presentato con un pacchetto di novità per migliorare la situazione dell’Ospedale di Circolo. Si scoprirà poi se si tratta di provvedimenti tampone o risolverano davvero i problemi

E’ stato di parola Roberto Maroni e si è presentato con un pacchetto di novità per migliorare la situazione  dell’Ospedale di Circolo. Se si tratta di provvedimenti tampone o in grado di risolvere definitivamente almeno parte dei problemi lo sapremo tra tre mesi quando saranno state adottate tutte le misure annunciate.

Anche noi siamo di parola, rispetteremo quindi i tempi necessari per una valutazione delle nuove scelte, il che non significa rinunciare a capire per quali ragioni la sanità formigoniana da parecchi anni a questa parte non abbia dato uomini e mezzi indispensabili  al sistema  sanitario  di noi del Nord Ovest di Lombardia. Con il risultato di ridurlo a servizio insufficiente e male distribuito sul territorio. Il tutto con la pretesa di farcelo ingoiare e di stare zitti.

E non stiamo zitti  nemmeno dopo aver letto il piano Maroni (oggi è comunque un rischio per il governatore chiamarlo così) dal momento che nell’elenco delle iniziative da prendere c’è pure una “visita” di un organismo pari agli “Affari Interni” dei telefilm polizieschi, organismo che, mette sotto torchio gli agenti sospettati di avere sbagliato. A pensare male si fa peccato ma si indovina: poiché la visita di “controllo” riguarderà  il Pronto Soccorso si può escludere a priori che si tratti di una ritorsione dopo la denuncia degli infermieri a Striscia la Notizia? 

Aspettiamo dunque maggio per vedere l’effetto che fa la medicina Maroni. Il farmaco sarà somministrato all’ammalato più grave, il Pronto Soccorso, ma sappiano tutti che il Circolo formato “scarp del tenis” lo hanno ridotto tale i responsabili della sottrazione di circa 200 posti letto e quindi si volerà di nuovo in alto solamente quando ci sarà stato un riequilibrio delle capacità ricettive. Maroni porterà a casa una cinquantina di letti:  colpo storico se pensiamo alle scelte  di chi sosteneva che il problema del nostro ospedale è solo organizzativo e, incontrando Gesù tutti i giorni  gli chiedeva miracoli per esempio per un reparto come quello di neurochirurgia, in passato vanto varesino oggi ridotto a poco più di una dozzina di letti. 

Quando il governatore dice che la soluzione del problema del Pronto Soccorso sarà definitiva io ci spero, infatti resteranno problemi ben più grandi per l’intero sistema ospedaliero del Nord Ovest che da anni è il pulcino nero della vorace crociata ciellina. E pulcino resterà se la nuova riforma annunciata dagli strateghi (??) lombardi non terrà conto degli esistenti e gravi handicap di Varese e Verbano rispetto ad altre zone  ricche di politici avveduti che hanno difeso la sanità di casa.

L’appuntamento per una verifica del modulo Maroni è a maggio, mese in cui ci saranno fari sull’ospedale – e sull’Università – per la vicenda di cardiochirurgia, reparto ieri e oggi di  notevole profilo culturale e di immutato, rassicurante servizio scientifico,  salito alla  ribalta delle cronache per  vicende caratteriali e scelte  rare  tra i seguaci di Ippocrate.

Anche Maroni dovrà dare un’occhiata in viale Borri, se non altro perché in tempo di Expo 2015 siamo finiti  sui giornali svedesi-appare anche la riproduzione di una pagina della Prealpina- per un dottorato conseguito all’ università di Umea e per il quale da Varese potrebbero esserci ulteriori  aggiornamenti. Sembra inoltre che pure la nostra Università dovrebbe correggere la rotta. Operazione ancora più complessa, nonostante l’ateneo abbia parecchi uomini di scienza che contano molto aldilà dei confini varesini.  Hanno il diritto alla assoluta trasparenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 febbraio 2015
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