Recalcati non fa sconti a Varese, il pubblico perde la pazienza

Settima sconfitta interna per la Openjobmetis che crolla nella ripresa contro Venezia (53-67) ed è sempre più coinvolta in zona retrocessione. Finisce tra fischi e proteste, non basta il buon esordio di Jefferson

Un altro gradino verso il basso: la Openjobmetis perde di nuovo davanti al proprio pubblico (ruolino di 2 vinte e 7 perse a Masnago) e sente nella schiena i brividi della paura perché negli stessi minuti Pesaro beffa Reggio Emilia e muove una classifica che in casa Pozzecco è sempre più deficitaria. L’illusione di una partita equilibrata dura due quarti: nei primi 20′ Varese resta in scia all’Umana pur con qualche sbavatura e qualche errore di troppo, tanto che il -8 dell’intervallo lungo matura più per episodi che per altro. Ma al rientro in campo i biancorossi non ci sono più, un po’ come è accaduto ai colleghi calciatori sabato, dopo la rete-partita del Livorno. Attacchi lenti, confusi, che partoriscono palle perse (un oceano: 27) e tiri sballati sia da vicino sia da lontano.

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Openjobmetis - Umana 53-67 4 di 22

Un disastro tale da permettere a Venezia di giocare con grande tranquillità in attacco, dove anche la squadra di Recalcati sbaglia parecchio. Ma le cifre negative dei padroni di casa sono inarrivabili e di fatto l’Umana non rischia mai di venire rimontata da un’Openjobmetis che trova l’unica nota positiva nell’esordio di Johndre Jefferson. Il pivot mette insieme buone cifre (12 punti, 8 rimbalzi, 4/4 ai liberi) e mostra voglia di fare fin dall’ingresso in campo: aria fresca dopo le esibizioni “Danielesche” degli ultimi mesi, ma troppo poco per pensare di cambiare il corso di questa partita.
Sul banco degli imputati finiscono un po’ tutti gli altri con menzione particolare per Eric Maynor che fa strepitare di rammarico le vedove di Dawan Robinson: l’ex Thunder non solo si ferma a zero punti, ma sta in campo senza mordente, spaesato, incapace di dare una qualsiasi impronta alla sua partita. E se al suo fianco c’è Deane, possiamo stare freschi, anche se la prova combinata dei due non può togliere colpe anche al resto della truppa. Ovvio, escluso Diawara che rientra un po’ a sorpresa, con gli occhiali scuri a protezione degli occhi, ma senza poter incidere. Ora Pozzecco ha due settimane per sistemare le cose prima della trasferta a Trento, ma intanto la gente ha perso la pazienza. Il pubblico non ha risparmiato fischi ai giocatori, cori con cui ha richiesto maggior impegno e uno striscione nel finale a chiedere le dimissioni di Vescovi e Giofrè, i dirigenti dell’area tecnica. Che almeno la scelta di questo Maynor dovrebbero spiegarla.

COLPO D’OCCHIO – Il pubblico inizia a calare a Masnago dopo le tante sconfitte subite in casa dalla Openjobmetis, ma la cornice è ugualmente buona con oltre 4mila presenze. Afflusso comunque favorito dalla novità di Jefferson e dal ritorno di Recalcati e Goss, accolti da molti applausi (ovazione per il coach della Stella); novità di giornata le trombette che riempioni i timpani fin dal principio e che però porteranno con sé una multa salata.

PALLA A DUE – Jefferson è subito in campo per Varese, così come Kristjan Kangur che affianca Eyenga nel ruolo di ala. Recalcati tiene invece fuori in avvio sia Ress sia Goss a causa di problemi fisici che hanno condizionato la loro settimana. La semi-sorpresa è Diawara a referto, con Stan Okoye costretto a sedersi in borghese accanto alla panchina.

LA PARTITA – L’avvio è fin troppo pimpante, con le due squadre che corrono parecchio e tirano nel giro di pochi secondi. Jefferson è subito coinvolto dai compagni e trova punti e rimbalzi, anche se Venezia comincia fin da subito a fare legna con Stone nell’area biancorossa. Un paio di lampi di Rautins tengono viva la Openjobmetis che subisce però un break a cavallo della prima sirena (17-25) subendo anche una tripla di Goss allo scadere.
L’Umana prova dunque a scappare ma sul +10 si ferma perché la difesa di Pozzecco stavolta alza i toni e costringe anche a due infrazioni di 24” ravvicinate i lagunari. Varese torna così sino al -4 anche con un paio di canestri di Balanzoni ma lì si ferma di nuovo e permette agli ospiti di mantenere il vantaggio che di nuovo Goss rifinisce sulla sirena, quando i biancorossi dimenticano – vecchio difetto – di poter spendere un fallo prima del tiro (31-39).
Il rientro dagli spogliatoi però, una volta di più, è di quelli orribili: dopo due liberi segnati da Jefferson, Varese inizia a collezionare una lunghissima serie di errori nel tiro e nelle scelte che permettono a un’Umana nemmeno troppo decisa di prendere il largo. Viggiano e Stone armano gli ospiti che superano presto i dieci di vantaggio e chiudono senza problemi il periodo sul 43-57.

IL FINALE – Il burro con cui è fatta Varese però ormai è bello caldo: anche nell’ultimo quarto la squadra di Pozzecco non dà mai l’impressione di poter recuperare e forse è lei stessa la prima a non crederci. Incredibili certe palle perse – tutti colpevoli, anche Kangur – e certi errori in contropiede (da comiche uno di Deane): Venezia balbetta un ringraziamento e non ha quasi la voglia di infierire, perché appena alza i ritmi tocca il -18 sul 43-61. E la mini reazione di Deane e di “Mr. Confusione” Eyenga non porta neppure a un serio tentativo di rimonta. La gente rumoreggia, la Nord invita Vescovi e Giofré a fare le tende, Pesaro batte Reggio Emilia. Il quadro è completo, ed è assai fosco.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2015
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