Storico accordo tra Italia e Svizzera: fine del segreto bancario

Hanno firmato il ministro dell’Economia Padoan e il Capo del Dipartimento federale delle Finanze svizzero, Eveline Widmer-Schlumpf. Molte novità per i lavoratori frontalieri. Giovedì tocca al Liechtenstein

Confine Svizzera

Il 23 febbraio 2015 sarà ricordata come una data storica nei rapporti tra Italia e Svizzera. Dopo tre anni di lunghi negoziati, nella Prefettura di Milano è stato infatti firmato l’accordo fiscale che prevede l’abolizione del segreto bancario. A siglare l’intesa il ministro dell‘Economia e delle Finanze, Carlo Padoan, e il capo del dipartimento federale delle Finanze della Confederazione Svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf.

Il documento, che modifica la Convenzione del 1976 per evitare le doppie imposizioni, oltre all’abolizione del segreto bancario, stabilisce una roadmap su altre questioni, tra cui quelle riguardanti i lavoratori frontalieri e l’inquadramento dell’exclave Campione d’Italia.

SCAMBIO DI INFORMAZIONI E VOLUNTARY DISCLOSURE – Una volta ratificato il protocollo, che andrà a regime nel 2017, le autorità fiscali italiane potranno richiedere alla Svizzera informazioni, comprese le “richieste di gruppo”, anche su elementi riconducibili al periodo di tempo decorrente dalla data della firma. Ciò produce effetti per la regolarizzazione spontanea dei capitali detenuti illegalmente nella Confederazione (la cosiddetta voluntary disclosure prevista dalal legge 186/14). La Svizzera, impegnandosi ad un effettivo scambio di informazioni, viene così equiparata ai Paesi non black list e i contribuenti italiani potranno sanare le irregolarità pagando integralmente le imposte dovute, come prevede la legge sulla voluntary disclosure, e usufruendo di un regime sanzionatorio più conveniente e di termini di prescrizione dell’accertamento più favorevoli. La firma del protocollo consente quindi immediatamente alle nostre autorità di individuare potenziali evasori italiani che detengono patrimoni in territorio svizzero, ma non avrà valore retroattivo. Quindi le informazioni sugli anni precedenti non formano oggetto di scambio tra i due paesi. A partire dal 2018 e per i dati riferiti al 2017 l’Agenzia delle Entrate potrà ottenere tutte le informazioni sulle disponibilità estere del contribuente italiano.
Con la ratifica del protocollo la Svizzera sarà inoltre inclusa nelle white lists italiane e uscirà dalle black lists basate esclusivamente sull’assenza dello scambio di informazioni.

IL COMMENTO DI RENZI SU TWITTER

FRONTALIERI E CAMPIONE D’ITALIA – Per le altre questioni, tra cui la tassazione dei lavoratori frontalieri e lo status di Campione d’Italia, è stato stilato un percorso preciso. Per i 60 mila frontalieri, di cui quasi 25mila (Fonte Camera di Commercio) provenienti dalla provincia di Varese, saranno assoggettati ad imposizione sia nello Stato dove lavorano sia in quello dove risiedono. La quota spettante allo Stato del luogo di lavoro ammonterà al massimo al 70% del totale dell’imposta normalmente prelevabile alla fonte. Il Paese di residenza dei lavoratori applicherà l’imposta sul reddito delle persone fisiche tenendo conto delle imposte già prelevate nell’altro Stato ed eliminando l’eventuale doppia imposizione. Il carico fiscale totale dei frontalieri italiani rimarrà inizialmente invariato e successivamente, con gradualità, sarà portato al livello di quello degli altri contribuenti. Non vi sarà più alcuna compensazione finanziaria tra i due Stati. Il ristorno ai comuni frontalieri italiani sarà a carico dello Stato, sulla base del principio di invarianza delle risorse. È prevista inoltre la reciprocità per i frontalieri svizzeri che lavorano in Italia che sono compresi nell’accordo.
Infine, Italia e Svizzera si impegnano anche ad individuare le migliori soluzioni pratiche per l’exclave Campione d’Italia, in modo da garantire alle imprese e ai suoi cittadini il corretto funzionamento delle attuali regole nazionali ed internazionali sulla fiscalità indiretta. Fino ad oggi la mancanza di disposizioni concordate tra i due Paesi ha creato criticità alle autorità preposte ai controlli ed anche ai cittadini e alle imprese. La road map prevede la negoziazione in tempi più lunghi di un ampio accordo, non solo fiscale, che regolamenti e semplifichi i rapporti tra i due Stati.

GIOVEDÌ TOCCA AL LIECHTENSTEIN – L’Italia giovedì firmerà un accordo con il Liechtenstein in materia di accesso ai dati bancari dei cittadini italiani. L’accordo sarà firmato prima della scadenza del 2 marzo fissata dalla legge per aderire alla voluntary disclosure.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 febbraio 2015
Leggi i commenti

Video

Storico accordo tra Italia e Svizzera: fine del segreto bancario 1 di 1

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore