Un gol di Siligardi spegne e affonda il Varese

La rete-partita per il Livorno arriva all'11' della ripresa. Da quel momento la squadra di Bettinelli si affloscia e paga caro l'assenza di una prima punta. Il pubblico contesta Laurenza, Imborgia e l'arbitro Ripa

Zero gol segnati, poche occasioni, un’altra partita casalinga senza vittoria, un Neto fratturato che si spende per 95′ per provare a fare reparto da solo. Il quadro del Varese che perde a Masnago con il Livorno ha ben poche pennellate biancorosse e anzi è dominato dal grigio che non è solo quello del cielo o del cemento degli spalti ma pure quello dello stato d’animo di tutti i tifosi. Contro i toscani sono infatti emerse le difficoltà temute nel reparto offensivo (scarnissimo di uomini e mezzi) e la rabbia del pubblico che pur senza esagerare ha contestato il presidente Laurenza e il vice Imborgia. Una novità pressoché assoluta per il numero uno biancorosso, affiancato all’uomo mercato accusato di non essere riuscito a portare a casa un attaccante di peso.

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Varese - Livorno 0-1 4 di 32
(Neto comunque da standing ovation / foto S. Raso)


Troppo solo Neto, troppo spaesato Lores Varela
(che si è impegnato parecchio, questo va detto), troppo tardi Forte che a parole era titolare inamovibile alla vigilia (non il modo migliore per motivarlo…).
E così alla bella rete di Siligardi all’11’ della ripresa, la squadra di Bettinelli si è completamente afflosciata, nonostante fino a quel momento meritasse ampiamente almeno un punto. L’ultima mezz’ora di gioco è diventata un calvario, con il Varese incapace di risollevarsi e preda delle paure anche per via dei risultati provenienti dagli altri campi che stavolta hanno portato cattive notizie. La peggiore però è maturata al “Franco Ossola”: zero punti, uno solo nelle tre prove interne del 2015 (quello in extremis con la Pro Vercelli) e il fondo della classifica sempre più vicino.
La speranza è che si provi almeno a far mercato con gli svincolati visto che Neto finirà sotto i ferri lunedì: la necessità di una punta è sotto gli occhi di tutti e il fatto che Borghese, spostato in avanti nell’assalto finale, abbia da solo rivitalizzato l’attacco la dice lunga sul bisogno di trovare qualcuno in grado di vivere in area. Altrimenti le vie per il gol rimarranno smarrite.

COLPO D’OCCHIO – Tribune piuttosto sguarnite e ombrelli aperti a Masnago dove la cornice non è delle più invitanti, tra il freddo, il grigio e la pioggia a metà febbraio. Non molti neppure i sostenitori ospiti, generalmente molto caldi, ospitati nella curva sud e impegnati a festeggiare i cento anni della società amaranto. Spicca il verde del campo, appena rifatto e per questo molto morbido tanto che il Livorno prima del via ha ipotizzato (invano) la possibilità di non giocare.

CALCIO D’INIZIO – La notizia più attesa e importante è la presenza in campo di Neto Pereira, dotato di un tutore per proteggere la microfrattura al piede sinistro. Con lui in avanti Bettinelli piazza Lores Varela invece di Forte; alle spalle c’è l’esordio di Rossi terzino sinistro e la presenza di Luoni sulla linea arretrata, con Fiamozzi ala destra e Zecchin in mancina. Gelain opta per il 3-5-2 spostando però Lambrughi nella linea mediana e affidandosi alla coppia d’attacco Vantaggiato-Siligardi, senza quindi rischiare Belingheri.


IL PRIMO TEMPO – Tocca al Varese fare le prime mosse, e i biancorossi paiono più brillanti nei 10′ iniziali della partita pur senza costruire palle gol degne di questo nome. Col passare del tempo però il Livorno prende le misure, si organizza e comincia a fare gioco pur scegliendo solo conclusioni da lontano per provare a mettere paura a Perucchini. La migliore al 25′ con una gran punizione di Vantaggiato che trova la bella risposta del portiere biancorosso; poco dopo brividi per un tentativo di Emerson e poi per un altro calcio da fermo di Vantaggiato che però si spegne sul fondo. Va anche detto che il Livorno può usufruire di alcune punizioni contestate (male l’arbitro Ripa) che portano con sé anche diversi cartellini gialli: quello di Borghese è il più pesante perché lo costringerà a saltare Trapani. Il Varese ha per lo meno il merito di chiudere abbastanza bene gli spazi agli ospiti, prima di provare a ripartire soprattutto con un Fiamozzi grintoso. Sul finire del tempo gli uomini di Bettinelli tornano a farsi notare: al 35′ una splendida apertura di Zecchin (gemma purtroppo isolata) mette Neto davanti alla porta ma il capitano non se la sente di battere al volo e guadagna appena un corner. Poco prima dell’intervallo quindi, Fiamozzi spinge a destra e pesca Zecchin che colpisce male, la palla carambola su Ceccherini che rischia l’autogol ma Mazzoni è straordinario a togliere la sfera dalla porta e congelare lo 0-0.

(Il tiro-partita di Siligardi)


LA RIPRESA – Al rientro si vede forse il miglior scampolo di Varese, con Neto e Varela a danzare con la palla tra i piedi e il Livorno arretrato e vigile per evitare sorprese. Al 7′ l’uruguagio ci prova con un tiro secco di sinistro che trova Mazzoni pronto a una deviazione di media difficoltà per il corner. Così è un fulmine a ciel sereno quel che accade all’11’: Neto viene atterrato al limite ma il contestato Ripa lascia correre, la sfera passa al Livorno che prima la gioca a sinistra e poi verso Siligardi. Su di lui c’è Rossi ma l’attaccante toscano fa tutto bene: lo punta, si accentra e scarica un diagonale mancino su cui Perucchini non arriva ed è 0-1.
Da quel momento in avanti il Varese si rattrappisce letteralmente: la squadra di Bettinelli (dentro prima Jakimovski e poi Forte) non riesce più a creare gioco e si arena letteralmente davanti a un Livorno incredulo, che può permettersi di gestire senza patemi la situazione. Il pubblico si arrabbia, prima canta “l’attaccante lo compriamo noi”, poi contesta apertamente Laurenza e soprattutto Imborgia. Nel finale prova Bettinelli a inventarsi la punta spostando Borghese nell’area amaranto per il tutto per tutto. Ma la sola vera occasione arriva a Neto, murato da Emerson in area al momento di battere a rete. E sulle punizioni sprecate malamente da Jakimovski e Capezzi cala un sipario nero che si unisce al gelo climatico e a quello metaforico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2015
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