“Una famiglia non paga e noi dobbiamo sobbarcarci tutte le spese condominiali”

Una situazione, come tante ormai, doppiamente difficile: dopo aver perso tre anni fa il lavoro non paga mutuo e spese, gli altri condomini devono sopperire. L'appello al Comune

Sono tante anche nei nostri comuni le storie di chi, con la perdita del lavoro, a catena perde non solo il reddito che permetteva di mantenere la famiglia, ma anche la casa. Succede a Cardano al Campo, dove alla difficoltà di una famiglia di sei persone si somma quella degli altri condomini di una palazzina in zona Moncone, costretti a sobbarcarsi le spese condominiali non pagate. Ecco la lettera che ci è arrivata in redazione e sotto la risposta dell’assessore ai Servizi sociali Daniela Tomasini.

Buon giorno,
abito da 5 anni con la mia bambina in un condominio a Cardano al Campo assieme ad altre 15 famiglie, per lo più pensionati e qualche lavoratore precario.
In questo condominio abita una famiglia di cittadini turchi, che non hanno mai pagato le spese condominiali che comprendono anche acqua calda e riscaldamento. Così il loro debito nei confronti del condominio è arrivato a 23.443 euro , cioè ogni famiglia “regolare” ha in capo un debito di quasi 1.500 euro.
Risale quindi al 2011 la prima procedura per la vendita all’asta dell’appartamento (procedura 339/2011), seguita dalla 685/2012.
Ad ottobre 2014 finalmente è stato deciso lo “sgombero”dell’appartamento in questione anche perché i condomini si sono sobbarcati l’ennesima spesa per cambiare la caldaia.
Ho quindi contattato la GIVG di Varese che mi ha informata che l’Ufficiale giudiziario avrebbe effettuato il terzo e ultimo sopralluogo, come da prassi, a gennaio 2015, quando la famiglia sarebbe stata definitivamente sfrattata. Poi la data è stata spostata al 3 febbraio…..poi al 13 febbraio….e finalmente al 18 febbraio , quando sono andati via, diretti a casa di parenti/amici.
Il 20 Febbraio sono rientrati nell’appartamento!
Ho chiamato quindi i Carabinieri , ma pur avendo inviato una macchina non hanno potuto fare nulla perché nella casa vivono dei minori.
Ho quindi contattato il Servizio Sociale del Comune, comune a guida PD. Lo avevo già fatto più volte in precedenza, sia di persona che per e.mail , ma mi avevano risposto che dovevano essere i diretti interessati, in difficoltà , a contattarli…
Ma i diretti interessati non avevano alcuna “difficoltà” : pagavano i condomini per loro !
Comunque, l’assistente sociale mi ha detto che il Comune può fare poco e nulla .
La mia richiesta è la seguente: dato che i condomini si fanno carico, volente o nolente, delle famiglie in difficoltà , lavoro che spetterebbe agli Assistenti Sociali del Comune , perché non prevedere una DETRAZIONE delle tasse comunali per chi si sobbarca le spese di altri ?!?
Da quanto mi è stato detto , il problema non è affatto circoscritto : perché la gente deve pagare ICI , IMU , TASI etc etc quando già paga per sostenere i “bisognosi” ?

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La risposta dell’assessore ai Servizi Sociali Daniela Tomasini
«Abbiamo la situazione in carico da novembre 2014, quando il capofamiglia è venuto in Comune insieme a una persona a cui aveva confidato il problema. Si trovano in questa situazione da tre anni. Il comune ovviamente non può farsi carico delle spese condominiali di una famiglia, mentre sulla domanda della cittadina riguardo una "detrazione sulle tasse", come servizi sociali non posso rispondere perchè non è di mia competenza.
Stiamo cercando loro un alloggio, ma non è facile. Abbiamo chiesto anche alla famiglia stessa di attivarsi per trovare un’alternativa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 febbraio 2015
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