“Xara, il mio pastore tedesco ha salvato il nostro vicino”

Questa mattina il cane lupo "ha annusato" che qualcosa non andava nella casa accanto ed è riuscita ad avvertire il suo padrone. Una bella storia che merita di essere raccontata.

Una storia che ricorda i telefilm alla "Tequila e Bonetti" ma questa volta la televisione non c’entra. Arriva da Duno la vicenda del cane lupo Xara e del suo padrone Giuseppe che, grazie alla sintonia che li unisce, hanno salvato la vita di un uomo.

Il fatto è avvenuto questa mattina, domenica 8 febbraio: Giuseppe Cottarelli sente il suo cane abbaiare insistentemente e in maniera diversa dal solito. All’inizio non dà troppa importanza alla cosa, ma il cane continua ad abbaiare, dirigendosi verso la casa del vicino.

«Non riuscivo a capire cosa volesse, ma mi rendevo conto che Xara voleva ‘dirmi’ qualcosa» spiega Giuseppe Cattoretti che è comandante della Polizia Locale di Rancio Valcuvia.
Alla fine, dopo tanta insistenza, decide di seguire il suo cane: «vive con me da quando ha tre mesi. Adesso ha due anni e mezzo, siamo sempre stati insieme. Mi sono fidato».

Xara, il pastore tedesco si tranquillizza quando Giuseppe arriva davanti alla porta del vicino di casa. «A quel punto ho iniziato a sentire odore di bruciato e ho capito che c’era qualcosa che non andava. Ho cercato di buttar giù la porta e di richiamare l’attenzione del mio vicino di casa; l’avevo visto entrare il mattino presto, sapevo che stava facendo dei lavori di ristrutturazione e ho capito che era ancora lì».
Grazie all’insistenza di Giuseppe e del suo pastore tedesco, il vicino di casa apre la porta. «Assorto nel lavoro, non si era accorto che il camino si era ostruito e la casa si stava riempiendo di fumo. Quando ha aperto la porta era già un po’ intontino…».
Una vicenda che si è conclusa nel migliore dei modi, grazie al legame unico che unisce il cane al suo padrone. «Xara probabilmente ha avvertito il pericolo per via dell’odore di bruciato che proveniva dall’abitazione. Non ha mai fatto corsi di addestramento ma solo di ubbidienza. Raccontare questa storia è un piccolo modo per ringraziarla, anche se lei non potrà leggerla: se lo meritava ».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 febbraio 2015
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