Zetaplast, l’impresa che corre sul filo

A Sumirago una piccola azienda specializzata nella lavorazione delle materie plastiche guarda ai mercati esteri, insegnandoci qualcosa sulla grande crisi e sulle sfide a cui vanno incontro le pmi italiane

Zetaplast apertura


Tra le imprese del nostro territorio che lavorano le materie plastiche, la Zetaplast di Sumirago è una delle più longeve. Nata negli anni ’60 l’azienda inizia la sua storia producendo esclusivamente cordina plastificata per stendere la biancheria. Nel corso del tempo ha saputo differenziare la propria offerta, rivestendo fili di ferro e producendo funi e corde di polietilene e polipropilene. Sulla sua pelle ha vissuto tutti i cambiamenti imposti dal mercato, non ultimi quelli della grande crisi e della concorrenza cinese. Oggi, nonostante un drastico ridimensionamento del personale, guarda all’estero ed è pronta a lanciare tre nuovi prodotti per sfidare la concorrenza e conquistare nuovi mercati.

Signor Zaetta, come si fa a resistere alla crisi producendo fili rivestiti, corde e funi prodotte anche in Cina o in paesi molto più competitivi rispetto al nostro?
«Direi con la qualità, ma non solo. I clienti finali dei nostri prodotti, ad esempio i tedeschi che fino a non molto tempo fa compravano in Cina, oggi lavorano con noi perché possono gestire modifiche e ordini in modo più efficiente. Un risultato che comunque ha richiesto dei sacrifici per l’azienda».

Immagino. Senta mi racconti della vostra azienda. Com’è strutturata e come ha vissuto gli ultimi anni?
«L’azienda è divisa in due settori: quello per l’estrusione delle materie plastiche e quello dedicato al rivestimento di fili metallici e alla produzione di trecce e corde di polietilene e di polipropilene per uso industriale. Circa il 65 per cento della produzione Zetaplast approda sui mercati esteri e questo, insieme alla differenziazione dei prodotti, ci ha salvati».

Cosa ha significato la crisi per la sua impresa?
«Per le piccole aziende come la mia la crisi è stata una specie di selezione darwiniana. Un’azienda dovrebbe sempre guardare al miglioramento e alla gamma dei prodotti, ma le piccole realtà a conduzione familiare come fanno a stare al passo? In troppi casi le imprese italiane non solo non sono in grado, o non hanno il supporto necessario per farlo, ma si sono adagiate sugli allori, accontentandosi del mercato interno e quando questo si è bloccato, sono andate a gambe all’aria».

Oggi inseguite i mercati esteri. Come fate?
«Non è semplice. Per questo ci siamo appoggiati all’ufficio estero di Confartigianato. Perché mi rendo conto di avere delle falle nella mia impresa e di non avere tutte le competenze necessarie per affrontare la sfida. Vorrei quindi qualcuno che ne sappia più di me».

E questo cosa comporta per l’azienda?
«La Zetaplast indicherà a Confartigianato Varese tre prodotti che possiamo realizzare con le nostre capacità e che possano rispondere a una domanda immediata del mercato. Poi si vedrà».

Mi sembra che lei abbia un atteggiamento molto prudente verso il futuro.
«In Italia l’artigiano ha il genio e l’inventiva ma, molto francamente, non ha le capacità necessarie per tutto ciò che viene dopo. A partire dai servizi post-vendita. Prendiamo l’esempio dell’impresa tedesca. Magari manca di creatività, ma assiste il proprio cliente 24 ore su 24, ovunque lui sia. Questo è un vantaggio non indifferente agli occhi del mercato e noi purtroppo non siamo stati in grado di creare quelle strutture in grado di facilitare il compito ai nostri imprenditori che volevano lavorare con l’estero. Dobbiamo renderci conto che fuori dall’Italia, per non dire dall’Unione Europea, la realtà è molto, molto diversa dalla nostra e per affrontarla serve supporto».

Torniamo un attimo a Sumirago, quanti dipendenti conta la Zetaplast?
«Siamo in dieci e la metà sono operai specializzati che lavorano qui da circa vent’anni. Un tempo eravamo quasi 50 persone poi l’automazione ha reso inevitabile la diminuzione del personale, mentre la crisi ha fatto il resto».

A proposito delle macchine. Voi avete investito nel rinnovamento dei processi produttivi?
«Non nel recente passato. Devo stare molto attento a fare investimenti. Una trafila di venti, trenta anni fa ha le stessa capacità produttiva di una macchina moderna, ma oggi costa dieci volto di più rispetto a quanto costava una macchina d’allora».

Immagino che lo stesso discorso valga per la Ricerca e lo Sviluppo su nuovi materiali.
«Il problema grosso è che le risorse sono limitate e il tempo che dovrei dedicare a ricerca e sviluppo manca».

Se potesse assumere, che figura professionale inserirebbe in azienda?
«Più che un’assunzione cerco i vantaggi di un ufficio esterno che mi metta a disposizione una persona in grado di trovare nuovi mercati e capace di migliorare l’organizzazione del nostro ufficio commerciale. Anche per questo mi sono rivolto all’associazione artigiani».

Cosa si aspetta dal futuro?
«Di farne parte».

L’IMPRESA DELLE MERAVIGLIE 


Scheda dell’azienda
Zetaplast srl

Via Arno 39, 21040 Caidate – Sumirago (VA)
tel. 0331 909076
fax. 033 1908742

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 febbraio 2015
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