La natura in divenire di Mag Webster e Roxy Pain a Villa Panza

Fino a febbraio 2016 la villa ospita due artisti internazionali per la mostra "Natura naturans" con ventotto grandi e piccole opere

 Roxy Paine e Meg Webster a Villa Panza

Due visioni opposte quelle di Mag Webster e Roxy Pain. La prima racconta la bellezza intrinseca delle natura. Usa materiali come la terra, l’erba, il sale, l’acqua e il sole. Il secondo usa resine sintetiche, lacche, vernici industriali, plastica. Una rappresentazione della natura che sembra rimandare a elementi chimici, come fossero metamorfosi cristallizzate.

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"Natura Naturas", la mostra di Roxy Paine e Meg Webster a Villa Panza 4 di 21

Eppure, entrambi raccontano la natura come ciclo continuo di crescita e decadimento. Raccontano il rapporto tra l’uomo e il cosmo nella sua interezza. Si intitola “Natura Naturans”, dall’espressione del filosofo Spinoza, la mostra che questa mattina è stata presentata a Villa Panza e che fino a febbraio 2016 vedrà protagoniste le opere dei due artisti internazionali.

Un’esposizione che a Villa Panza arriva dopo “Aisthesis” di Irwin e Turrell, continuando il percorso di ricerca legato al senso della vita e dell’universo.

«La natura è parte essenziale di questa villa, la sua relazione tra interno ed esterno è sempre stata fonte di ispirazione per il conte Panza – ha spiegato Anna Bernardini, curatrice della mostra e direttrice della Villa -. La natura è un tema profondamente connesso con l’architettura, con la storia e con l’essenza della collezione Panza. Penso ad opere come quelle di Irwin e Turrell, visioni che continuano a mutare e che scatenano un dinamismo della percezione delle natura. Tutte le volte che le osservi infatti, non sono mai uguali a se stesse. Questo perchè la nostra percezione personale cambia, ma cambia anche la natura stessa. Con questa mostra, abbiamo voluto rimettere al centro della nostra ricerca questo tema. Gli artisti che presentiamo, con linguaggi diversi, si focalizzano su processi naturali».

Nelle sale interne e nel giardino della Villa è quindi possibile trovare ventotto grandi opere e istallazioni capaci di sorprendere e di raccontare visioni della natura contrastanti e uniche. Un percorso che stupisce e che la villa avvolge perfettamente, adattandosi alle esigenze degli artisti. La maggior parte delle opere infatti, è stata realizzata appositamente per questa mostra, seguendo la ricerca specifica di questi due artisti e in particolare modo di Meg Webster, che predilige l’uso dei materiali del posto.

Zolle di terra, piramidi di sale, tappeti d’erba, terra e materiali lavorati per creare piccoli ecosistemi che raccontano il rapporto diretto con il mondo. «Queste opere trasmettono il mio amore per la natura e il desiderio che tutti gli umani la possano amare – spiega l’artista- . Il termine natura racchiude una cosa così grande che forse ci vorrebbe un termine diverso per poterla descrivere nella sua completezza. L’uomo non pensa mai a tutti gli elementi che compongono la natura e che vivono un insieme armoniosamente ma in un sistema complesso. Uno dei messaggi delle mie opere è propio l’interazione di tutti gli elementi della natura». Continua poi: «In questa villa si sente lo spirito di Panza, non solo per le singole opere ma in tutta la collezione. L’insieme di tutto permette di percepire il pensiero del Conte Panza».

Molto diverse le opere di Roxy Paine. I suoi sono sistemi naturali riprodotti con grande precisione e perfezionismo. La natura viene trasformata in qualcosa di artificiale e così funghi, muffe, alghe vengono rappresentante su grandi “campi” di lavoro. «E’ un’emozione rivedere le mie opere in mostra – spiega Paine -. Alcune di queste opere non venivano esposte da tempo e sono contento di poterle presentare qui. Nel mio lavoro è molto importante l’idea del linguaggio. Alla base c’è un set di elementi fissi, collocati seguendo una serie di regole. E’ affascinante capire come una struttura possa essere rappresentata nelle sue infinite variazioni. Lavoro su un “campo” preciso, simbolo di apertura e di gioco ma anche di libertà e limitazione nello stesso tempo». Continua Paine: «Sono molto attratto dall’idea di un potenziale, ossia creare entità come “congelate”, in perpetua attesa. Penso per esempio all’opera “Crop”, rappresenta un campo con papaveri da oppio. Quello che mi interessa non è fare scandalo ma fermarmi sull’idea che il loro potenziale è quello di alterare la consapevolezza o il cervello dell’essere umano. E quindi la domanda è: perchè l’uomo ha sempre cercato sostanze in grado di fare questo?». Un’idea di linguaggio che Roxy Paine riporta in diverse delle sue opere trasformando intere pareti o pavimenti in un’opera d’arte.

NATURA NATURANS. ROXY PAINE E MEG WEBSTER
dal 12 giugno 2015 al 28 febbraio 2016
Villa Panza, Varese
Informazioni: dalle 10 alle 18 tutti i giorni
Ingresso: Adulti 12,50 euro (martedì e mercoledì ridotto a 10). Iscritti Fai 6 euro, studenti fino a 28 anni 8 euro giorni feriali e 10 euro sabato, domenica e festivi. Famiglia (2 adulti e 2 bambini), 30 euro.
Info: Facebook/Villa Panza

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 11 giugno 2015
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