Dall’inizio dell’anno venduti quasi 50 milioni di voucher lavoro

Sono molto utilizzati in agricoltura, commercio e turismo e vengono acquistati per pagare prestazioni di lavoro accessorio. Hanno un valore nominale di 10 euro comprensivo di coperture Inps e Inail

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Tecnicamente si chiamano voucher e sono dei buoni lavoro che l’Inps vende per attività lavorative occasionali, discontinue e saltuarie non riconducibili a un contratto di lavoro. Molto utilizzati in alcuni settori, come agricoltura, commercio e turismo, da quando sono stati introdotti, cioè nel 2008, hanno avuto un incremento di domanda consistente, passando dai 500mila euro del primo anno agli oltre 69 milioni del 2014, quota che verrà ampiamente superata alla fine dell’anno.

Questi buoni sono stati acquistati per pagare prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro comprensivo di coperture Inps e Inail. Imprenditori e professionisti possono comprare i voucher online, dai tabaccai e in banca (nelle popolari). L’importo nominale di 10 euro di ogni singolo voucher comprende la contribuzione a favore della gestione separata Inps (1,30 euro), quella in favore dell’Inail (0,70 euro) e una quota per la gestione del servizio (0,50 euro). Il compenso netto per il lavoratore è di 7,50 euro.

I dati statistici pubblicati dall’Inps confermano questa tendenza: nel primo semestre del 2015 i voucher venduti ammontano a quasi 50 milioni di euro, per la precisione 49.896.489, con un incremento, rispetto al corrispondente periodo del 2014, pari al 74,7%. Le regioni che hanno avuto il maggior incremento in termini assoluti sono quelle del centro e sud Italia, isole, comprese. La Lombardia è la regione che nel 2015 ne ha acquistati di più (9.113.556 euro), a seguire Veneto (6.618.897), Piemonte (4.132.141) e Lazio (2.467.240).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 agosto 2015
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