Il digitale e la Belladonna

Nuova puntata del tour naturalistico in provincia di Varese del nostro lettore Teresio Colombo

Il digitale e la Belladonna

Domenica 25, con mia moglie, abbiamo deciso di recarci alla punta di mezzo del Campo dei fiori la scelta è stata di salire per il sentiero 7 (scelta che considero inidonea perché essendo quasi le otto del mattino e presumendo che la giornata sia soleggiata a mio parere sarebbe meglio fare la strada del sentiero 1 più soleggiata per poi ridiscendere dal 7 più in ombra).

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Nel primo tratto constatiamo con piacere che il parco ha iniziato i lavori per la messa in sicurezza del primo belvedere, proseguendo verifichiamo che l’osservatorio ha fatto togliere quella inutile rete che delimitava la proprietà ; rispetto all’ultima volta anche il sentiero è completamente sgombro da alberi e rami caduti in primavera, qualche pianta, poco sviluppata di giglio martagone ci conferma che questo anno ha avuto un clima inidoneo per il suo sviluppo; passato il secondo belvedere che dovrebbe essere un poco sistemato (più necessaria è la eliminazione del cretinismo di chi pensa di divertirsi rendendo difficile se non impossibile l’utilizzo degli strumenti conoscitivi messi a disposizione dal parco).

Fatto il percorso che aggira a nord et la cima Paradiso attraverso una boscaglia rada con un sottobosco dove è fiorito l’Aconito giallo(1,2) (Aconitum vulparia), una ranuncolacea molto tossica, è utilizzato essenzialmente per i disturbi cardiaci comunque era ampio il suo utilizzo nella farmacopea, la pianta non viene utilizzata da alcun animale, altra infiorescenza del sottobosco assai numerosa è il il Senecione di Fuchs (3) (Senecio ovatus), molto più rada risulta la presenza della Lattuga montana (4) (Prenanthes purpurea) una composita come il senecione, ho visto anche alcuni esemplari di Cavolaccio alpino che ho tralasciato di fotografare perché sensibilmente fuori sentiero che, devo riconoscere è stato migliorato molto tanto da essere percorso anche da bimbi minori di cinque anni senza difficoltà e il merito va a chi ha voluto e fatta realizzare questa opera che ha reso facilmente accessibile una delle zone del parco più ricche di vegetazione e con varietà abbastanza rare, inoltre si è così completato un facile percorso circolare aggirante la punta Paradiso.

Si prosegue fino al pratone dove decidiamo di salire in vetta alla punta di mezzo, fatti pochi metri vediamo un paio di Garofanino maggiore (5) (Epilobium angustifolium) una onagracea normalmente più ricca nella spiga fiorale comunque sempre spettacolare, vicino è fiorita l’Angelica selvatica (6,7) (Angelica sylvestris) da sempre considerata dagli erboristi rimedio contro le malattie epidemiche e più verosimilmente dagli inglesi un’erba da utilizzare per mettere sui dolci casalinghi dopo essere trattata con caramello, da noi essendo abbastanza rara è meglio limitarsi ad utilizzarla come soggetto fotografico; nelle vicinanze scorgo un Garofano di Séguier (8) (Dianthus seguuieri) vicino si vede una Cresta di gallo minore (9) (Rinanthus minor) una scrofulariacea abbastanza comune; più sopra sulle rocce della cima si vedono le piante del Semprevivo a fiori grandi (10) (Sempervivum grandiiflorum) crassulacea sempre più rara in forte riduzione non solo nel parco; sulla stessa roccia un esemplare di Campanula incisa (11) (Campanula excisa) una campanulacea piuttosto rara; poco più verso il prato alcune piante di Borracina maggiore (12) (Sedum telephium maximum) una crassulacea comune in tutto il parco.

A questo punto prendo la decisione di percorrere un pezzo di sentiero in vetta certo di trovare il semprevivo in fiore, il garofano superbo ed altro, raggiunto il sentiero vedo che in cima tutta la vegetazione è rinsecchita di verde vi è solo una piantina di Aconito antora una rarità che però deve ancora svilupparsi prima di fiorire per cui decido di ridiscendere con una certa sollecitudine e rintracciare la moglie che aveva scelto l’ombra di un albero. Ritornato appena sotto le rocce trovo un esemplare di Fiordaliso stoppione (13) (Centaurea jacea), più sotto alcune piante di Pigamo erba scopaia(14) (Thalictrum simplex). Scattata questa foto e cercato inutilmente il monumento che ricorda i primi voli con aliante che riprodurrò più avanti scendiamo sul sentiero 1 per tornare alla macchina.

Sul sentiero troviamo un esemplare di Erba sega comune (15)(Lycopus europaeus) e, più avanti, la Campanula selvatica (16) (Campanula trachelium) assai comune in questo periodo dell’anno e fino ad autunno inoltrato nelle immediate vicinanze un esemplare ormai parzialmente sfiorito di Digitale giallo grande (17) (Digitale grandiflora) altamente tossico e ancora molto utilizzato anche nella moderna farmacopea; poco più avanti una pianta di Belladonna (18) (Atropa belladonna) una solanacea comune nel parco, altamente tossica, anche questa pianta è utilizzata nella farmacopea. Una pianta di Canapa acquatica (19) (Eupatorium cannabinum) una composita che mostra la sua infiorescenza, anche una bella campanula ruvida (20,21)(Campnula cervicaria) fa bella mostra di sé su questo sentiero .

Teresio colombo

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Pubblicato il 10 agosto 2015
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