Il funerale è anche “Goodbau”

I Fratelli Ferrario sono iscritti a Confartigianato Varese dal 1945: una storia che va dalla tradizione delle onoranze funebri al mondo 2.0. Dove anche gli animali hanno diritto ad un ultimo saluto

ferrario impresa delle meraviglie

impresa_70¯_649x142

I Fratelli Ferrario sono iscritti a Confartigianato Varese dal 1945: una storia che va dalla tradizione delle onoranze funebri al mondo 2.0. Dove anche gli animali hanno diritto ad un ultimo saluto. Indipendentemente da ciò che si era in vita, col sopraggiungere della morte si diventa tutti uguali. Lo diceva Totò nella sua poesia “A livella”, ma i Fratelli Ferrario non ne sono così convinti: «I funerali non sono tutti uguali, al di là della differenza di spesa, il peso che il defunto ha nella società influenza il ricordo stesso. Inoltre il vero problema sono i posti al camposanto: qui a Busto Arsizio di loculi nuovi non ce ne sono, vengono liberati solo quando ce n’è la necessità. Per non parlare delle tombe a terra che sono solo in progetto e saranno assegnate all’asta».

Tre soci – Fabrizio Ferrario, Fabrizio Bottigelli e Bruno Bernasconi – e 11 dipendenti rappresentano l’ossatura di questa azienda fondata nel 1920 e, negli anni, interessata ad un’evoluzione costante che l’ha portata nel 2011 al progetto “Goodbau”, servizi funerari pensati per gli animali domestici.

Il problema dei posti al cimitero non è nuovo: in Norvegia il designer Martin Mc Sherry ha proposto un piano per un cimitero verticale, su grattacielo. Altri pensano che la cremazione sia un’ottima soluzione: che si fa?
«È un problema non facile da risolvere e l’amministrazione di Busto Arsizio, come del resto la maggior parte in Italia, non ne percepisce l’importanza. Il greco Pericle diceva che “si giudica un popolo dal modo in cui seppellisce i propri morti” ed in effetti la necessità di dare degna sepoltura, di lasciare un ricordo, un “monumento a ricordo” è indispensabile per aiutare l’elaborazione del lutto. Stesso discorso vale per la sepoltura dopo la cremazione: non abbiamo posti idonei ad un ricordo decoroso. Non parliamo poi della cappella edilizia o dell’edicola: ormai sono un lusso per pochi».

È per questo che aumentano le cremazioni?
«Il numero delle cremazioni è aumentato notevolmente negli ultimi anni: oggi si è al 50% (5 anni fa si era al 15%), di cui solo il 10% ha un’iscrizione ad una società di cremazione come la ICREM (Istituto di Cremazione e Dispersione Ceneri). Questa soluzione permette di scegliere l’affido dell’urna cineraria presso l’abitazione di un parente o addirittura la dispersione delle ceneri in natura (al mare, in montagna, al lago…) ma solo dopo aver lasciato queste volontà ad un associazione o ad un notaio. Scelte che sono il sintomo anche di due crisi: quella dello spazio e quella economica».

Anche voi avete sentito la crisi?
«Visto il settore sembra impossibile eppure, anche se curiamo 400 funerali all’anno, le ristrettezze si sentono. Il decesso a volte accade improvvisamente ed anche quando è annunciato difficilmente si riescono a “accantonare” i soldi per saldare tutto subito, quindi si taglia su quello che è superfluo. Un servizio indispensabile in questo momento diventa il credito al consumo per chi vuole dilazionare il pagamento:  nella maggior parte dei casi chi deve far credito siamo proprio noi».

Tempi difficili?
«Il costo medio di una funzione va dai 3 mila ai 5 mila euro, poi ci sono le spese per il Comune. Da anni il cliente privilegia una linea minimalista ed essenziale dovuta in parte ad una cultura diversa del lutto, ed in parte ad un contenimento dei costi dovuto al difficoltoso momento economico: il dolore si vive dentro ed il denaro lo si dà in beneficenza “in memoria” del defunto o per realizzare un monumento in memoria».

Quali sono i maggiori costi per un funerale?
«Partiamo dalle casse: il legno nazionale è il più bello ma il costo è elevato (una volta le casse erano prodotte da piccoli artigiani); ora invece sono entrate sul mercato grandi aziende appartenenti all’industria del mobile e parte della produzione arriva dai Paesi esteri perché soddisfa qualunque fascia economica. Si va dall’abete al larice (i legni più economici) al rovere, frassino sbiancato fino al wengé per qualcosa di più moderno. Prodotti di buona qualità fatti ancora con assi di legno stagionati 10 anni ed essiccati per più di 1 mese».

La Fratelli Ferrario compie 70 anni: come?
«Nasciamo come addobbatori, perché un tempo era difficile che un’azienda di onoranze funebri curasse tutti i particolari, così nel primo Novecento c’era chi allestiva la camera ardente, chi costruiva casse e chi si incaricava del trasporto. I Fratelli Ferrario si occupavano degli addobbi alle camere ardenti, alle case ed alle chiese, ma anche per feste, cerimonie e congressi. Nel 1985, con l’entrata in società delle famiglie Bottigelli e Bernasconi, l’impresa si è evoluta dedicandosi al cento per cento ai funerali ed ai servizi annessi. Sono sempre più richiesti servizi diversificati e dedicati alle pratiche post mortem, fino al supporto psicologico per i familiari colpiti dal dolore a cura di professionisti seri e specializzati. Inoltre stiamo realizzando nuovi luoghi adatti alla cura del defunto ma, soprattutto, alla comodità per la propria famiglia».

Quali luoghi?
«Abbiamo investito circa 800 mila euro per una Casa Funeraria, in fase di realizzazione, dove i parenti hanno a loro disposizione delle camerette singole, la salma ha una zona separata dal salottino per i parenti, una cappella per la preghiera e la recita del rosario o la cerimonia, una sala ristoro e una reception per ogni bisogno».

Funerale all’americana?
«In parte sì, anche se il nostro obiettivo è quello di offrire la massima qualità e garantire al cliente un servizio che lasci tutto lo spazio al suo dolore. Il funerale si basa su un rapporto di assoluto rispetto e fiducia».

E “Goodbau” quale riscontro ha?
«Si sta rivelando un successo: siamo partiti nel 2011 con 40 servizi; nel 2012 eravamo già saliti a circa 100 ed oggi superiamo i 200. Ciò che piace di questo servizio non è solo la qualità ma anche la discrezione, l’attenzione e la cura che mettiamo in ogni momento: il ritiro dell’animale presso l’abitazione o il veterinario, il trasporto al crematorio, l’organizzazione del servizio e il disbrigo delle pratiche ASL, la cremazione e l’urna cineraria».

Urna Bios?
«È una novità sempre più richiesta: un’urna completamente biodegradabile realizzata in noce di cocco, torba compattata e cellulosa, in grado – solo idealmente – di trasformare le ceneri del nostro caro animale in un albero, grazie al seme a scelta che viene piantato congiuntamente all’estinto».

L’IMPRESA DELLE MERAVIGLIE

CONFARTIGIANATO IMPRESE VARESE

___________________________

Scheda dell’azienda

Fratelli Ferrario s.r.l.
Via M. Polo 14 e Via Marmolada 29 | Busto A.
Piazza Sant’Ambrogio 6 | Lonate Pozzolo
Tel. 0331.631057
Mail: info@fratelliferrario.eu
Sito: www.fratelliferrario.eu

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 agosto 2015
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.