La verga d’oro del Canada e la Carlina

A spasso tra le bellezze naturalistiche della nostra provincia con Teresio Colombo

varie

Il giorno 20/8 con mia moglie si esce al pomeriggio per fare 4 passi in assoluta comodità, si decide come meta il sentiero che dalla Motta Rossa arriva al laghetto di Brinzio  in  ombra   e senza grossi dislivelli, appena usciti dalla strada asfaltata vedo un esemplare di Sigillo di Salomone maggiore (1) (Polygonatum multiflorum) con tutti i semi attaccati e maturi per cui scatto l’unica foto della giornata. I giorno successivo, per fare i 4 passi pomeridiani decidiamo di andare nella zona di Ganna ove, lasciata la macchina in uno slargo di strada scendiamo e ritroviamo la Verga d’oro del Canada (2) (Solidago canadensis) composita introdotta nell’800 dall’America come pianta ornamentale si è diffusa nei luoghi con una certa umidità; i 4 passi sono fino al laghetto didattico realizzato dal parco nelle vicinanze della cappella dedicata a S. Gemolo, nella radura attorno al laghetto  trovo un esemplare di Campanula selvatica (3) (Campanula trachlium).

Il giorno 22/8 andiamo a fare l’uscita pomeridiana al Poggio di Luvinate da dove ci rechiamo al solito pratone di Velate dove ci accoglie una bella fioritura di Brugo (4) (Calluna vulgaris) una ericacea molto somigliante all’Erica carnicina  altrettanto comune nel Parco ma con tempi diversi di fioritura; nel prato aperto spunta un giallo tutto particolare, mi avvicino e, come era presumibile, si tratta di Linaiola comune (5) (Linaria vulgaris) una scrofulariacea della tarda estate ricercata per le proprietà diuretiche dei suoi fiori e per gli impiastri della pianta che servono a lenire dei dolori delle emorroidi in ogni caso il fiore è particolarmente bello a vedersi e la tonalità del giallo dei suoi petali è del tutto inconfondibile.

Il 27/8, sempre dopo il pranzo decidiamo di recarci al pratone sul sentiero per le Pizzelle , dove appena arrivati ci accoglie la fioritura dei primi Astri di Virgilio (6,7) (Aster amellus)  una composita comune nella zona prealpina spesso indicata col nome di Settembrino, nelle vicinanze si vede un cespuglio di Carlina bianca (8) (Carlina acaulis subsp. caulescens) il cui nome deriva da Carlo Magno che avrebbe sognato che un angelo gliela avesse indicata come rimedio contro la peste che distruggeva le sue truppe, poco più in basso una pianta di rosa selvatica (9) fa mostra dei cinorroidi e di un nido di Diplolepis rosae, il dittero, molto simile ad una formica alata, depone le sue larve in questo morbidissimo cuscino senza che vi sia stato accoppiamento con l’altro sesso: ci portiamo inzona pozzo di estrazione dell’acqua potabile eli vediamo la pianta di Viburno lantana (10) (Viburnum lantana) che evidenzia i suoi semi ormai rossi con la caratteristica forma  di lenticchia, nelle vicinane le bacche del tamaro (11) (Tamus communis), ormai mature si mostra abbarbicate ai rami  con il loro stelo sottile ma resistente ridiscendiamo e dato i forti raggi del sole decidiamo di scendere dal sentiero a sud anche se ciò comporterà di non fare alcuna foto; sembra proprio che sia caduto in errore perché alcune piante di Cerretta comune (12) (Serratula tintoria) una composita che ha derivato il nome dall’utilizzo nella tintoria specie di lane; ancora più sorprendente è il trovare le bacche del Cotoneastro bianco (13) (Cotoneaster tomentosa) la sorpresa è dovuta alla scarsa presenza di cotoneastri nel parco. Si arriva al 28 agosto quando si decide di andare alla cappella dedicata a S. Gemolo dove troviamo ancora con un fiore aperto la Cicoria comune (14) (Cichorium intybus) una delle tante piante commestibili della vegetazione nostrana, decidiamo di andare oltre  i 2 rami del Margorabbia, è molto bello veder scorrere con una certa lentezza le acque limpide di questo fiumescivolando sul porfido, con una discesa a precipizio dando origine a cascate e laghettie che arrivato a valle scompare dalla superfice e continua il suo corso sottoterra per rispuntare poco prima della sorgente dei sassi rossi e poi originare la lagozza di Ganna, è seguendo questi pensieri che ci icamminiamo verso ganna godendoci le bellezze di questuo bosco finché mia moglie non mi segnala la presenza di un fngo dalla cappella bruno scura, vellutata è sicuramente un Eritropo (15,16)(Boletus erythropus) decisamente commestibile ma non commerciabile perché edibile solo dopo cottura, io che non l’ho visto dal sentiero vado a fotografarlo e ne trovo uno di più modeste dimensioni che fotografo pure, da ultimo vediamo che qualche pianta di mughetto (17) (Convallaria majalis) mostra le bacche rosse contenenti i semi che saranno l’origine delle future piante di mughetto.

Teresio Colombo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 agosto 2015
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