“Le mucche mi guardavano come un marziano”

Luca Spada di Eolo ha corso la Ultra Trail Mont Blanc, 120km in mezzo alle montagne fra Courmayeur e Chamonix. Il giorno dopo ci racconta emozioni e fatiche. Ha perso 6 kg in 25 ore

Ultra Trail Mont Blanc

“Arrivato. Stravolto ma felice.
25 ore e 37 minuti di gara. 119km, 7200 metri di disvello.
333° su 1800 atleti.
6kg persi in 25 ore.
Ho dormito quasi 24 ore per riprendermi, salvo una pausa intermedia dove la mia mogliettina Tiziana mi ha preparato 3 etti di pasta buonissima”.

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Luca Spada ieri mattina alle 7.38 è arrivato in fondo alla Ultra Trail Mont Blanc, 120 km tra le montagne valdostane e francesi. Una corsa straordinaria, prestigiosa, durissima in mezzo a scenari da mozzafiato.
Oggi è il giorno delle riflessioni.

“E’ stata una bellissima esperienza, – ci racconta Luca – è un evento organizzato molto bene con atleti provenienti da ogni parte del mondo. L’accoglienza e il sostegno delle persone in Francia è fantastico. L’evento è molto sentito, tutti a vare il tifo e urlare il tuo nome nei vari passaggi. E’ una gara veramente durissima, tutta su sentieri stretti e sconnessi e con salite ripidissime e senza fine, ma i paesaggi e le montagne che si attraversano sono meravigliose.
La corsa durante le ore notturne, complice anche il meteo favorevole, è stata magnifica. Calma, silenzio, fresco, la luce della Luna e le tante mucche a riposo che incrociavo disseminate nei pascoli, che mi guardavano come un marziano (non avevano tutti i torti…).
Chiunque riesca a finire questa gara (si sono ritirate 600 atleti su 1800) merita massimo rispetto, bisogna avere una testa bella dura per non arrendersi”.

Luca ha pubblicato una lunga galleria di foto sul suo profilo Facebook in cui descrive con dettagli i vari passaggi della corsa, dalla partenza a Courmayeur fino all’arrivo a Chamonix.

Il momento del brevissimo ristoro è uno dei passaggi più ambiti e Luca lo racconta così: “Mi consegnano subito la mia sacca e mi attacco a mangiare un brodino con dentro pasta. E’ una vera schifezza ma in quel momento mi sembra la cosa più buona del mondo. Il mio stomaco non accetta più barrette. Il solo pensiero mi faceva vomitare. Questo brodino invece mi ha rimesso a posto con il mondo. Mi cambio calze, maglietta, metto termica e mi preparo per il lungo viaggio in notturna”.

E arriva la notte, lui la correrà tutta fino all’alba.
“Fantastico incontrare le mucche al pascolo nella notte. La frontale illuminava i loro occhi che mi guardavano stralunate! Ho proseguito senza problemi fino al Col Joly dove sono arrivato verso mezzanotte. Anche qui un tifo da stadio ad accoglierci e un ottimo ristoro. Mangiato altro brodino e subito ripartito per le Les Contamines dove sapevo mi aspettava l’ultima salita durissima della gara: l’ascesa al temutissimo Col du Tricot!”

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 28 agosto 2015
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