Migranti: scende in campo la Tradate che accoglie

Questa mattina il sindaco Laura Cavalotti e il presidente provinciale della Croce Rossa hanno illustrato il progetto per il trasferimento dei migranti oggi ospitati a Venegono Inferiore

migranti tradate

Non emergenza, ma accoglienza. No a paure ed allarmismi, sì ad un progetto condiviso e consapevole, in grado di abbattere muri e pregiudizi per favorire l’incontro tra rifugiati e cittadinanza”.

Il sindaco di Tradate Laura Cavalotti non ha usato giri di parole nel corso della conferenza stampa organizzata questa mattina per annunciare l’arrivo in città del gruppo di profughi oggi ospitati nella palestra della scuola di Venegono Inferiore.

I migranti, poco più di 60 – tutti ragazzi tra i 18 e i 25 anni – arriveranno tra un paio di settimane e saranno ospitati in un’ala attualmente non utilizzata dell’istituto Barbara Melzi, di proprietà delle delle suore Canossiane, le quali hanno offerto la propria disponibilità alla Croce Rossa Italiana, il soggetto preposto alla gestione della questione profughi sul territorio provinciale.

Comune e associazioni di volontariato affiancheranno Croce Rossa e suore “per far sì – ha detto il sindaco – che la città faccia la sua parte per far sentire questi ragazzi non solo accolti ma anche coinvolti nel tessuto sociale e nella vita di Tradate”.

A sostenere l’Amministrazione cittadina c’erano questa mattina decine di rappresentanti delle associazioni di volontariato di Tradate e di Venegono, pronti a continuare la positiva esperienza di questi due mesi.

“Siamo felicissimi di proseguire questa esperienza di grande valore  – ha detto Mario Grassi, presidente provinciale della Croce Rossa – Il campo di accoglienza allestito a Venegono è la prova di come l’emergenza profughi possa essere gestita in modo costruttivo, dialogando con le comunità e le amministrazioni locali e creando le condizioni perché queste persone, che – ricordiamolo – fuggono da situazioni difficilissime, vivano in modo positivo e rispettoso della loro dignità i mesi della loro permanenza nel nostro Paese”.

“Non solo non ci sono stati mai problemi e nessun ragazzo è scappato –  ha spiegato Grassi con il collega Fabio Carturan, emergency manager della Croce Rossa che ha coordinato tutte le questioni tecniche del campo e che si sta occupando del trasferimento da Venegono Inferiore a Tradate –  ma si è creata una vera e propria catena di solidarietà che ha coinvolto associazioni, cittadini, negozianti: più di 100 persone che in questi due mesi hanno lavorato insieme a noi”.

Una grande esperienza di umanità, coraggio e professionalità che non poteva interrompersi e che semplicemente “traslocherà” di qualche chilometro.

“La decisione è presa – ha ribadito il sindaco di Tradate – Tante sono le persone che lavoreranno insieme a noi e questo ci dà forza. Sappiamo anche che ci sono persone e forze politiche che non sono d’accordo. Non pretendiamo che cambino idea, ma non si permettano di strumentalizzare questa situazione, seminando paure ed allarmismi che non hanno assolutamente fondamento”.

La Tradate solidale, la città che accoglie e sa dare risposte positive è pronta. La sfida è quella di trasformare l’emergenza in opportunità e la paura in occasione di incontro.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2015
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Ironicamente attendo il solito commento dall’altra parte, commento che sarà sterile come i precedenti…colpa di quello, colpa dell’altro, la cittadinanza intanto muore di fame a colpi di apericena nei locali della Tradate “bene” e l’Europa da cui dovremmo uscirne ci deve dare una mano.
    Insomma, a fronte di un Comune che comunque si sbatte e non poco per garantire a tutti i servizi dall’altra parte abbiamo la Tradate che ci ha riempito di palazzoni, appartenenti invenduti e cemento, debiti a suon di mutui ed ora detta legge su cosa si dovrebbe fare senza proporre mai nulla di concreto se non slogan ripetuti a memoria sull’indole del loro inconcludente leader.
    Tenendo conto che la sistemazione è temporanea e il detto “meglio un négher onesto che un burino lombardo” non posso fare che dei plausi alla attuale organizzazione comunale e regionale. Ha saputo gestire al meglio una situazione difficile, senza slogan da mercato come altri ormai ci deliziano quotidianamente.
    Attendo con curiosità di risposta dei giovani “apericena” leghisti.
    Ve lo posso riassumere quanto segue:
    “Condanniamo la attuale giunta Cavalotti che sembra preoccuparsi più di immigrati irregolari che dei cittadini che ogni giorno muoiono di fame nelle strade di Tradate.Il comportamento dell’attuale governo Renzi e del ministro dell’interno Alfano è criminale in quanto incapace di bloccare tali flussi o almeno regolamentarli per far giungere braccia fresche nelle nostre fabbrichette e nei campi a raccogliere pomodori nelle corrette quantità che necessitano ai nostri negrieri. Chiediamo l’aiuto dell’Europa per mitigare questi flussi per poi essere assenteisti leader all’Europarlamento e chiedere di uscirne il giorno dopo dalla stessa Europa allo slogan “NO Euro”. Condanniamo l’attuale comportamento del Papa Francesco, che li accolga a casa sua, nei suoi palazzi del potere. Lo stesso papa poi lo invochiamo al suono di “il mio Papa” quando nei comizi pubblici vogliamo far presa di fronte ad una massa di vecchi ebetiti dalla grassa pensione che noi giovani padani non vedremo mai grazie alla malgestione politica che noi stessi abbiamo contribuito ad alimentare eleggendo tal siffatta risma di incapaci”.
    Ed ora sotto con gli spriz e il nuovo piano di lottizzazione.

  2. Scritto da assurdo

    questa accoglienza di finti buonisti è assurda, non sono di tradate e per fortuna non sono nemmeno vicinissimo, ma tutti sti soldi buttati per sta gente mi da un fastidio impressionante siccome sarebbero pure miei. sarebbe ora di piantarla di accogliere tutti, se viene tutta l’africa dove la mettiamo, non ci sta quindi meglio finirla il prima possibile

  3. Scritto da Felice

    Aggiungo che potremmo prendere spunto da altri comuni ed incominciare a far lavorare queste persone in attività socialmente utili.
    Per esempio pulire le strade dalla spazzatura lasciata dai civilissimi italiani.
    Partirei dalla zona industriale di Tradate. I sentieri di accesso ai boschi son diventati discariche.

  4. Scritto da giovanni_spagnuolo

    La Tradate solidale? Diciamo la Tradate con la pancia piena, accoglie coi soldi altrui, e costoro si fanno anche belli, sempre coi soldi altrui, io da 5 anni che non lavoro, come tanti altri, perché non fate politiche sul lavoro?