Moretti: “Per i due lunghi cerchiamo l’incastro migliore”

Chiacchierata con il coach della Openjobmetis quando alla squadra mancano i titolari sottocanestro. «Galloway? Decisivo averlo seguito dal vivo»

paolo moretti allenatore pallacanestro varese

A “due lunghi” dal completamento della squadra, coach Paolo Moretti traccia un primo bilancio dell’estate biancorossa. Il tecnico toscano appare soddisfatto del reparto esterni, che è completo, e non appare preoccupato in vista della scelta dei due titolari da mettere sotto canestro (nella serata di giovedì é circolato il nome di Brandon Davies, ex Philadelphia, Brooklin e dei francesi di Chalon).

Coach Moretti, iniziamo da chi non c’è: i due lunghi da quintetto. A Varese c’è attesa per i nomi, non si potrà sbagliare.
«La linea che stiamo seguendo è la stessa scelta per gli altri acquisti: siamo tranquilli, pazienti e sereni, è meno complicato di quello che sembra. Ci interessa firmare due giocatori “coordinati” e cioè capaci di completarsi tra di loro, di integrarsi con quelli che abbiamo già preso e che abbiano caratteristiche adatte al sistema della squadra tanto in attacco quanto in difesa».

Stamattina, su La Prealpina, si è fatto il nome di Drew Gordon: è lui uno dei prescelti?
«L’identikit del giocatore che cerchiamo è quello, però non è per nulla facile arrivare a prendere Gordon».

Parliamo di chi è già sicuro di giocare a Varese. Cosa ci dice del pacchetto esterni?
«Anzitutto tengo a dire che a ogni giocatore ho spiegato che non esistono titolari fissi e riserve. Abbiamo cinque uomini (Wayns, Galloway, Thompson, Cavaliero, Shepherd ndr) più Ferrero, che devono essere in grado di alternarsi e dare il contributo di cui avremo bisogno. L’unico giocatore non intercambiabile è Maalik Wayns, che è playmaker puro: gli altri dovranno garantire duttilità in modo da poter variare i quintetti che metterò in campo. Questa è una mia necessità precisa, volevo questo tipo di assetto».

Wayns e Thompson hanno un’età e un’esperienza che dovrebbero dare adeguate garanzie, anche se non hanno esperienza europea. Galloway invece per i tifosi è una incognita: cosa ci dice su di lui?
«Ha fatto bene sia in Germania sia in Italia ma in LegaDue Silver. Vi dico francamente che se non lo avessi visto in azione alla Summer League probabilmente non lo avrei scelto, perché avrei avuto il dubbio che il doppio salto in alto fosse troppo difficile. E invece in America l’abbiamo visto competere a un livello fisico e tecnico molto alto e ci ha convinto. Dirò di più: in quelle partite ha occupato per gran parte del tempo la posizione numero 1, quella del portatore di palla: un’ulteriore qualità per cui lo abbiamo preso».

Abbiamo parlato dei due lunghi ma in realtà manca anche un comunitario “da panchina”. Che giocatore sarà?
«O un altro play puro da mettere alle spalle di Wayns, oppure un altro lungo: di certo non un esterno dove, come detto, siamo già coperti. Probabilmente sarà un ragazzo che avrà poco spazio, potremmo usarlo nelle partite di Coppa a rotazione, per fare riposare qualcuno degli stranieri».

Proprio la Fiba Europe Cup è la nostra ultima domanda: qual è il suo commento sul girone che riguarda Varese?
«Dico la verità, ci penseremo attentamente più avanti anche perché ora la priorità è quella di completare la squadra e di iniziare a lavorare con essa. Quel che possiamo dire è che Ostenda sarà giustamente la squadra di riferimento per quanto fatto negli anni scorsi. Delle altre due squadre sappiamo poco: gli svedesi sono comunque campioni nazionali e hanno un giocatore (Czerapowicz) molto interessante che si è allenato con me a Pistoia per qualche tempo. Vedremo: la priorità della Openjobmetis rimane il campionato, ma ovviamente in Coppa scenderemo in campo per provare a vincere ogni partita e per cercare di fare strada. Ma per ora ci concentriamo su altro». 

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2015
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