Palafitte da tutelare, il pontile resta bloccato

Sopralluogo dei carabinieri all'Isolino Virginia. Sarà convocata una conferenza dei servizi, il comune dovrà spiegare come effettuare la posa senza rischi

Isolino Virginia 13 agosto 2105

Le operazioni di posa del nuovo pontile. Equesto il motivo che ha destato qualche perplessità nella Sovrintenenza dei beni archeologici ed è questo il motivo per cui il nuovo manufatto, costato 40mila euro, è stato momentaneamente bloccato (nel frattempo si continuerà ad usare quello vecchio, e quindi nessun problema per l’accessibilità). A quanto pare, su questo stop temporaneo avrebbe pesato una relazione del settore archeologico del Comune di Varese, di cui abbiano parlato ieri (ha parlato la conservatrice Daria Banchieri). Dopo le dichiarazioni dell’assessore alla cultura Longhin è oggi l’assessore all’ambiente Santinon a chiarire tutto: «Il problema è il posizionamento e non la lunghezza».

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Oggi è stato effettuato un sopralluogo all’isolino Virginia con tecnici e anche i carabinieri del nucleo tutela ambientale di Monza inviati dai conservatori milanesi ma solo per una valutazione tecnica amministrativa sul vincolo archeologico. «I carabinieri hanno già tutta la documentazione – spiega Santinon – progetto esecutivo compreso. Oggi hanno chiesto una relazione su come verranno eseguiti i lavori, con quali mezzi, con quali attrezzi e quante persone».  La settimana prossima, l’Autorità di Bacino convocherà una conferenza dei servizi con tutti gli enti coinvolti, in cui si deciderà sul da farsi.

Il punto centrale è: il nuovo pontile può essere fissato al fondale senza interferire con le palificazioni archeologiche? Tutto qua. Semplice, ma complesso nello stesso tempo. Tra le domande della Sovrintenenza c’è anche quella su come saranno piantati i pali, se battuti o avvitati.

«E’ difficile intervenire sull’isolino –  spiega Pietro Cardani del settore ambiente del comune di Varese – ci sono tanti enti coinvolti e occorre massima collaborazione. Io credo che non ci saranno problemi, comunque è opportuno spiegare che cosa sia accaduto. Il progetto del nuovo pontile prevede una lunghezza di 18 metri, circa 5 metri e mezzo in più del vecchio. Questo progetto è stato in realtà approvato il 7 aprile del 2015 e anche la relazione dell’archeologa comunale era positiva. Ora però la Sovrintenenza ha chiesto spiegazioni sui metodi di ancoraggio del pontile, anche perchè durante la posa occorre lavorare con camion e una gru. Ma la ditta è in grado benissimo di fare un ottimo lavoro – continua il funzionario – e da parte nostra ci sono tutte le rassicurazioni che non saranno intaccati i reperti archeologici». Nei giorni scorsi alcuni sommozzatori tedeschi hanno effettuato delle analisi sui fondali giudicate “di grande interesse” dalla dottoressa Banchieri su Varesenews. Questa mattina il sopralluogo è iniziato alle 11. Era presente anche il comune di Biandronno. «Noi chiediamo una maggiore sinergia – osserva l’assessore ai lavori pubblici Claudia Gasparotto – ma auspichiamo anche che tutto si risolva presto. Aspettiamo la conferenza dei servizi per poter esprimere una valutazione».

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 13 agosto 2015
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Commenti

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  1. Scritto da Wal

    Liberiamoci di questi amministratori locali.
    Da Maroni (compreso) in giù.

  2. Scritto da Il MATOCCO

    Chissà perché nessuno ha pensato ad un PONTE DI BARCHE, meno costoso e più rispettoso dei fondali, che non verrebbero nemmeno toccati. O forse proprio perché costerebbe meno ?