Poste italiane si quota in borsa, ma il servizio peggiora

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Le agenzie ci comunicano che  Poste Italiane ha presentato  a Borsa Italiana la domanda di ammissione a quotazione delle azioni sul Mercato Telematico Azionario. La società   ha inviato alla Consob la richiesta di autorizzazione alla pubblicazione del prospetto informativo relativo all’offerta pubblica di vendita e alla quotazione delle azioni.

Poste italiane sta  attraversando un periodo di grandi soddisfazioni economiche con guadagni  che raddoppiano mentre stanno per veleggiare verso la Borsa : infatti l’utile del primo semestre vola a 435 milioni ,contro i 222 dello stesso periodo dello scorso anno . Ed il premier non ha tardato a manifestare il suo apprezzamento.   Soddisfazione che non possiamo esprimere noi utenti, dato che parte di questo risultato è dovuto ad assunzione di precari ,  alla non sostituzione di personale andato in quiescenza o in aspettativa ( Mercallo ) ….

I guadagni aumenteranno dal primo settembre , quando centinaia di uffici saranno chiusi in tutta Italia ( Corgeno di Vergiate ….) ed altrettanti vedranno la riduzione degli orari di apertura .

Sappiamo che  Poste italiane da tempo ha cambiato missione , trasformandosi da azienda di servizi di recapito a società finanziaria, mutando la sua vocazione ed abbandonando al proprio destino centinaia di migliaia di italiani .

Infatti il servizio postale tradizionale, classico , soprattutto nelle zone disagiate è diventato un fastidio, un handicap di cui sbarazzarsi col placet del governo .

E a poco o nulla sono valse le mobilitazioni di tanti sindaci, di tanti cittadini, di tanti parlamentari anche dei partiti al governo  : le sacrosante istanze di queste persone , cittadini e rappresentanti di cittadini, non sono state prese in considerazione né dal ministro dell’Economia Padoan  da cui le Poste dipendono,né dalla presidente Todini, né dall’amministratore delegato Caio .

Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto poco siano tenute in considerazione le legittime necessità dei cittadini che pagano le tasse , e quanto siano inconsistenti le promesse dei parlamentari che in campagna elettorale dichiarano di rappresentare le legittime istanze territoriali , per poi starsene in silenzio  , dopo qualche balbettio di prassi .

Solidarietà incondizionata va ai sindaci che ,purtroppo inascoltati , hanno lottato in ogni modo per evitare questo ulteriore depauperamento sociale del loro territorio .

 E non bisogna dimenticare che  dal primo ottobre saranno introdotte nuove modalità di svolgimento del servizio postale , tra cui il recapito a giorni alterni, fino ad un massimo del 25% della popolazione : ovvero 15 milioni di italiani riceveranno  la posta un giorno si ed un giorno no . E questo danneggerà anche quei quotidiani che vengono venduti   tramite  abbonamento postale .

E con la diminuzione del servizio aumenta il costo del francobollo : se nel 2009 costava 60 centesimi , oggi, dopo anni di deflazione costa 80 centesimi . Un paradosso !

E così nel primo semestre del 2016  Poste Italiane potrà  brindare a nuovi utili ed il premier sarà “ gasatissimo “.

Certamente chiudendo sportelli, non sostituendo personale , consegnando la posta a giorni alterni ,  rinunciando all’attività tradizionale,  Poste italiane risparmierà ed i suoi bilanci ne beneficeranno ulteriormente .

Ma il costo lo pagano sempre i cittadini .

 Andrea Bagaglio

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Pubblicato il 12 agosto 2015
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