Sparò nelle gambe al fratello dopo il rosario, si costituisce

Giacomo Cristello, pluripregiudicato calabrese, si è consegnato spontaneamente ai carabinieri dopo cinque giorni. E' accusato di aver gambizzato il fratello perchè lo aveva escluso dal manifesto funebre per la morte del padre

magnum pistola

Muore il padre e la lotta tra due dei numerosi figli finisce a colpi di pistola nelle gambe. Si è costituito nella giornata di ieri il 52enne Giacomo Cristello, accusato di aver sparato al fratello Francesco perchè escluso dal manifesto funebre per la morte del padre Carmine e per essere stato allontanato dal rosario in sua memoria mercoledì scorso, 12 agosto.

Dopo aver ferito il fratello, Giacomo era scappato sfuggendo per 5 giorni alla caccia all’uomo da parte dei carabinieri e nonostante l’arresto di due complici, Francesco Bellusci e Saliu Lumir, accusati di aver nascosto l’arma da fuoco e aver favorito la sua fuga. Un compito reso ancora più difficile per l’omertà di chi potrebbe aver visto o sentito quanto successo in pieno giorno nella piazza antistante la chiesa di Buscate.

Il piccolo paese dell’Altomilanese è apparso, al sostituto procuratore bustocco Maria Cristina Ria, come se quel centro della città metropolitana di Milano fosse un’appendice di San Luca, il noto paese calabrese teatro di una delle più sanguinose faide familiari che la storia ricordi (partita, per altro, per uno scherzo di carnevale tra famiglie).

Giacomo Cristello non è uomo dalla fedina penale cristallina, anzi. Nel 2005 venne arrestato per tentato omicidio di un rivale nell’ambito di un’indagine sul traffico di droga nel castenese, nel 2009 finì nell’ordinanza contro la ‘ndrangheta di Legnano-Lonate perchè spesso in compagnia di Mario Filippelli e in passato era stato sospettato di aver fatto parte di una batteria di rapinatori in Piemonte.

Il cerchio attorno allo sparatore, comunque, si stava stringendo e forse anche per non aggravare la sua posizione Giacomo Cristello si è costituito in caserma a Legnano. L’uomo non aveva accettato quell’allontanamento dalla chiesa durante la veglia funebre e ancor meno il fatto di essere stato escluso dal manifesto funebre che ne annunciava la dipartita. Le ferite del fratello, che aveva detto agli inquirenti di non sapere chi gli avesse sparato, non sono gravi e guariranno in 30 giorni.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 agosto 2015
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