Una “casa” per la nonna sfrattata

Sfrattata dall'albergo che non poteva più pagare, era finita per strada. Ma è scattata la solidarietà ed ora ha trovato un tetto e cibo per lei e per il suo gattino

La nonna e il gatto sfrattati

Un posto accogliente dove stare, cibo ogni giorno, qualche soldo “piovuto dal cielo” e nutrimento finché ce ne sarà bisogno per il suo compagno di avventure, un gattino.
Non è una storia a lieto fine quella della signora di 74 anni sfrattata ieri da un albergo di Varese dopo che da giorni non riusciva più a pagare la stanza che occupava; non lo è perché ognuno di noi avrebbe il diritto di trascorrere una vecchiaia serena in una casa, con i propri cari. Ma per lei non è così e quindi quello che sta accadendo in queste ore può davvero cambiare il suo destino.

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La storia è quella che vi abbiamo raccontato ieri: una donna di 74 anni è stata messa alla porta dell’albergo dove alloggiava perché non aveva più soldi per pagare la stanza. Così la pensionata con i suoi pochi averi e la gabbia del gatto, dopo aver lasciato l’Albergo Belforte, è stata accompagnata in Questura a Varese in attesa di contattare i parenti – pare infatti che la donna abbia un figlio residente in città –  o trovare una soluzione alternativa per la notte.
L’anziana ha trovato però sulla sua strada un angelo custode, Lorena Fumagalli, una giovane di 24 anni che vedendola in difficoltà si è interessata della vicenda e l’ha accompagnata in piazza Libertà restandole accanto fino a quando non è stata trovata una soluzione adeguata.

E a quel punto è scattata la solidarietà: i poliziotti in Questura l’hanno accudita e ascoltata con pazienza. Ma non è tutto: un uomo, che vuole restare anonimo, ha scritto un’email alla redazione di Varesenews per comunicare l’intenzione di donare 500 euro.

Balzoo, il banco alimentare zoologico onlus, ci ha contattato su Fb per dirci che aiuterà la signora fornendo la pappa per il suo gatto finché sarà necessario.

Infine la donna verrà ospitata, con molta probabilità, nella Casa Santa Margherita di Varese gestita dagli operatori della Caritas che, dopo averla contattata personalmente, hanno ritenuto che la priorità fosse dare una risposta all’emergenza. Insomma, la signora non finirà in mezzo a una strada. E questa è la prima bella notizia. La seconda è che le persone di buon cuore esistono e sono attorno a noi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2015
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