Una pedalata di 1000 km per alimentare il cuore e la mente

Lucia e Stefano hanno percorso la Via Francigena partendo da Castronno e Cerro. "Siamo partiti in due e arrivati a Roma in nove"

La Francigena di Lucia

Ho letto da qualche parte che non siamo noi a scegliere i luoghi dove dobbiamo andare, ma sono loro che attraverso alcuni segnali e incontri, ti  indicano quale sarà la tua meta, a me è capitato proprio questo.

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Programmare le vacanze è stato già un cammino, sentivo che non mi sarebbe bastato andare al  mare o in montagna, dove mi sarei di sicuro riposata e rilassata, ma io avevo bisogno di altro, la mia necessità era quella di alimentare il cuore e la testa.

La bicicletta, una delle mie passioni, avrebbe permesso di realizzare un piccolo sogno, fare un viaggio da ciclo viaggiatore, ho sempre avuto grande ammirazione per questi temerari che con le loro bike cariche di vestiti e di fatiche percorrono  le strade di ogni angolo del mondo.

L’angolo di mondo che avrei voluto percorrere, volevo desse un senso a tutto questo. Il cammino di Santiago, raccontato e letto attraverso il libro scritto da Coelho,  poteva essere la mia meta, ma per una serie di situazioni di tipo logistico e organizzativo, lo hanno reso impossibile.

Ed ecco che un giorno leggo su Varesenews del cammino che il direttore Marco Giovannelli stava percorrendo e la mia risposta era li pronta davanti a me!!!

Percorrere la Via Francigena da casa e Roma!! con la bici. In un momento così difficile per la nostra povera Italia e per gli italiani, trovare il bello e quello che di sano ed onesto c’è nel nostro paese sentivo che sarebbe stato utile a me e a gli altri, la mia scelta avrebbe avuto un senso. Così il 27 luglio 2015 ore 6.00 io e Stefano il mio compagno di avventura e non solo, abbiamo iniziato il cammino sulla via Francigena partendo da Cerro maggiore (anche se io vivo a Castronno), forzando la scelta delle vacanze anche per lui che non era poi così entusiasta a rinunciare a una bella vacanza di mare e riposo, per dover affrontare la realtà Italiana fatta di disorganizzazione disservizi e guida poco tollerante nei confronti dei ciclisti. ma il mio entusiasmo e la mia determinazione sono stati determinati.

La distanza  che abbiamo percorso è stata di 955 km seguendo il percorso indicato dal sito ufficiale della via Francigena che Stefano ha scaricato e caricato sul gps. La fatica e Il caldo ci hanno messo a dura prova, ma ripagati da paesaggi meravigliosi e da incontri incredibili fatti di persone semplici che hanno tanto da raccontare e che vorrebbero che il loro paese il loro territorio venisse valorizzato nel modo che merita, molto spesso abbandonati dalle istituzioni, ma che nonostante tutto, il singolo cittadino si impegna in prima persona per far si che le cose cambino. A differenza dei Pellegrini a piedi, noi a 2 ruote abbiamo percorso ogni giorno distanze più lunghe, ma con il giusto ritmo per poter godere del cammino e di quello che ci poteva regalare.

Siamo partiti in due ma a Roma siamo arrivati in nove. Si sono uniti a noi prima Andrea e Nicola, Davide, Paola, Gabriella e i piccoli del gruppo Gianfranco e Antonio. Tutti provenienti  da varie città, con storie diverse ma tutti con un obbiettivo comune. Il saggio del Gruppo chiamato anche Terminetor Davide di Torino è partito dal San Bernardino e ha viaggiato da solo fino a Montefiascone, ma alla fine ha ceduto al richiamo per la condivisione del cammino, con bagno di gruppo alle cascate di Monte Gelato incluso!!!

Inutile dire che l’Italia è il paese più bello al mondo fatto da città piene di storia ma anche da piccoli borghi sconosciuti e  sopravvissuti nei secoli.

E’ stato sorprendente che nel cammino abbiamo trovato più piste ciclabili e strade dove il traffico molto limitato, che ci hanno permesso di pedalare in modo sereno e godere del paesaggio che ci circondava, di quanto ci aspettavamo. Arrivare a Roma è stato emozionante! consegnare le nostre credenziali custodite come un bene prezioso, piene di timbri che ricordavano  passo dopo passo il nostro cammino, anche se a me e a Stefano  non è bastato a cancellare  la nostalgia di aver terminato una grande esperienza di vita come quella appena finita al punto che io e Stefano stiamo già pensando al prossimo cammino.

Lucia Caffi

di
Pubblicato il 19 agosto 2015
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