Una tradizione scolpita nel sasso

Grazie al nonno Bruno, Fabiano Conte nel 1990 inizia la sua carriera da imprenditore nella Prestinoni Marmi, associata a Confartigianato Varese dal 1945

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Passaggio generazionale, da nonno a nipote, complice la passione del primo e l’intenzione del secondo, Fabiano Conte, di seguirne l’esempio. Così la Prestinoni Marmi si è assicurata un futuro dopo un grande passato iniziato con il bisnonno Angelo Prestinoni (scalpellino) e il lavoro del nonno Bruno Prestinoni, commendatore e legato all’Associazione Artigiani della Provincia di Varese per tutta la vita: tra i padri fondatori, ne è stato vice presidente tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta e poi presidente negli Ottanta. I figli di Bruno, Alberto e Luisa, intrapresero percorsi lavorativi diversi. Fabiano, il figlio di Luisa e dal 2002 al 2004 Consigliere di Artigianfidi di Confartigianato Varese, ha invece accettato la sfida ed oggi è qui a festeggiare i settant’anni di un’azienda che ha scritto la propria storia tra Luino e Germignaga, dove si è trasferita nel 2005.

Insomma, passaggio generazionale anomalo?
«Mi sono diplomato ragioniere programmatore nel 1989, ma già da ragazzino amavo andare in laboratorio da mio nonno per seguire i vari passaggi della lavorazione dei vari materiali, dalla lastra grezza al lavorato finito. Lui è scomparso nel 2000, ma è riuscito a trasmettermi la passione per questo lavoro, il suo grande entusiasmo nell’affrontare le nuove sfide lavorative che via via si presentavano e la grande attenzione per le innovazioni. Tutto questo, mantenendo sempre un reciproco rapporto di fiducia e collaborazione con i molti dipendenti che nell’arco degli anni si sono avvicendati. Attualmente siamo in 5 e io mi occupo, con la collaborazione di mia moglie, soprattutto dell’aspetto gestionale e amministrativo, sapendo, in laboratorio, di poter contare su operai validi, che svolgono con cura il loro lavoro. Per il resto mi sono formato sul campo e qualcuno, scherzando, mi dà del geometra o dell’architetto».

Fu sempre il nonno a trasformare l’impresa in quella che è oggi?
«Negli anni Settanta-Ottanta, con il boom dell’edilizia, decise di allargare l’attività a questo settore facendo scale, davanzali, soglie, pavimenti, piani-cucina. Tutto ciò che serviva all’esterno e all’interno di una casa. In seguito la produzione è stata estesa anche ad elementi di arredo per esterni  (panchine, tavoli, colonne, grill fioriere, bordi piscina…) riservando sempre una buona parte della produzione all’arte cimiteriale». Una tradizione scolpita nel sasso

Anche con materiali cinesi e indiani?
«Nella nostra attività utilizziamo materiali italiani (Beole, Serizzi, marmo bianco di Carrara, travertino toscano di Rapolano e quello romano) e materiali provenienti da tutto il mondo. Come per altri settori, anche in questo campo Cina ed India sono decisamente competitive a livello di prezzi, tanto che a volta può essere, nostro malgrado, più conveniente acquistare materiali esteri rispetto a quelli nazionali».

Per tenere clienti e fornitori, sono serviti gli insegnamenti del nonno?
«Mi ha sempre detto di essere onesto e corretto con tutti. Ricordo che a volte, proprio per mantenere fede a questa sua trasparenza, rosicchiava il proprio margine al limite della perdita. E poi la qualità: il lavoro deve essere sempre ben fatto, per soddisfare anche la clientela più esigente».

I clienti non mancano?
«La nostra azienda ha una clientela molto diversificata fatta di privati ed imprese: vista la vicinanza con la Svizzera, la collaborazione con imprese ticinesi ha saputo parzialmente attutire il calo della richiesta nel campo dell’edilizia italiana degli ultimi anni, anche se ultimamente si percepiscono deboli segnali di ripresa».

Artigiani-artisti, artisti-artigiani: è questa l’anima della Prestinoni?
«Una delle sue anime. Accanto al lavoro quotidiano, non abbiamo mai dimenticato l’aspetto più creativo al fianco di artisti come Tapia Radic (con lui abbiamo realizzato lo stemma del Comune di Luino), Franco Puxeddu e Carlo Rapp. Nostri sono alcuni lavori di restauro all’altare della Basilica di San Vittore di Varese e il logo in marmo dell’Università dell’Insubria».

La soddisfazione più grande?
«Essere riuscito, negli anni e con il sostegno della mia famiglia, a portare avanti l’attività che mi è stata tramandata».

L’attenzione ai giovani è sempre stato un vostro punto a favore…
«…In azienda abbiamo sempre inserito le nuove generazioni. Oggi non è così facile, vuoi per la crisi economica, e vuoi perché questo lavoro, come ogni attività artigianale, richiede impegno e passione».

Quindi nessun passaggio generazionale?
«Ho 45 anni e credo che per ora sia prematuro pensare ad un passaggio del testimone! Intendo dedicarmi ancora a lungo alla mia attività, sperando di festeggiare altri traguardi importanti».

 

L’IMPRESA DELLE MERAVIGLIE

CONFARTIGIANATO IMPRESE VARESE

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Prestinoni Marmi di Conte Fabiano
Via Verdi 85 – 21010 Germignaga (Luino)
Tel. 0332 532345
prestinoni.marmi@gmail.com

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 agosto 2015
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