Varese, Busto, Gallarate: sanità di eccellenza o di periferia?

Intervento di Massimo Agosti, direttore del dipartimento Materno-Infantile e direttore U.O. Neonatologia, Terapia Intensiva Neonatale e Pediatria del Verbano, in merito al dibattito sul futuro della sanità in Regione Lombardia

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Presa di posizione di Massimo Agosti, direttore del dipartimento Materno-Infantile e direttore U.O. Neonatologia, Terapia Intensiva Neonatale e Pediatria del Verbano, in merito al dibattito sul futuro della sanità in Regione Lombardia

In questi giorni abbiamo potuto leggere una serie crescente di considerazioni sui media riguardanti in particolare il destino degli Ospedali di Varese (del Circolo e Del Ponte), di Busto e di Gallarate, in una sorta di gioco (al massacro?), di risiko o di monopoli, a seconda dei gusti (potremmo anche chiamarlo risikopoli…), in cui abbiamo letto interviste a politici, amministratori, medici, ecc, ognuno impegnato a spiegare il perchè e il per come si dovrebbe finire sotto a uno e non sotto ad un altro grande (o pseudo) grande ospedale.

Già, perché il tema sarebbe appunto “finire sotto”…e qui sta il punto, ma cosa vuol dire finire sotto?

Viene da chiedersi quale sia il primum movens per il quale si muovono tutti…dovrebbe essere ovviamente per il bene comune, in questo caso sanitario, non certo per logiche personali o di interesse di parte, siamo sicuri di no! Siamo sicuri che davvero non vi sono calcoli di voti da portare a casa, di primari che vogliono estendere i loro territori, di amministratori che vogliono prevaricarsi l’un l’altro…

Vogliamo credere che i nostri politici, al governo e all’opposizione, sappiano quello che fanno, ovvero sappiano costruire una riforma all’altezza della Regione che governano, sappiano dare al nostro territorio una sanità non di declino, non di periferia rispetto a Milano, ma di eccellenza come abbiamo cercato di fare e di dare in tutti questi anni di grande contributo clinico e professionale. E come il nostro territorio e i nostri cittadini si meritano.

Vogliamo anche credere che ci sia una programmazione non solo all’altezza della Regione ma anche dei tempi attuali, dell’innovazione tecnologica in ambito sanitario.

E se c’è una programmazione sanitaria regionale, va ricordato allora che va portata a termine la decisione –programmata appunto da Regione Lombardia- di creare a Varese un polo di riferimento materno-infantile, o per meglio dire della donna, del neonato e del bambino, che dia valenza regionale e non solo locale alle cure sanitarie materno-infantili, incrementando le già forti competenze cliniche presenti, peraltro spesso uniche a livello provinciale, si pensi, solo per citare 2 esempi, alle laparoscopie mini-invasive per i tumori ginecologici (di recente con riconoscimento ufficiale internazionale), e alla terapia intensiva neonatale con il trasporto neonatale d’emergenza attivo 24/24 ore per trasportare dai 5 punti nascita afferenti (Busto Arsizio, Gallarate, Tradate, Cittiglio e Angera) al Del Ponte di Varese i neonati bisognosi di cure intensive.

Se tutto ciò è veritiero, non ha alcun senso parlare di finire sotto a uno o all’altro, ma avrebbe senso solo pensare a come sia possibile curare al meglio le persone che non stanno bene e a come prevenire che le stesse si ammalino, con una valutazione approfondita delle necessità del territorio e dell’offerta sanitaria, che deve essere all’altezza di una sanità che consideri gli attuali standards assistenziali. Con l’orgoglio di avere e di mantenere cure ospedaliere e territoriali invidiabili non solo in ambito italiano ma anche europeo, senza dimenticare la grande opportunità che ci dà la Facoltà di Medicina dell’Università dell’Insubria, con il suo contributo nell’insegnamento e nella formazione dei nostri futuri medici.

Se si terrà conto di tutto ciò, non sarà un “finir sotto a…”, ma sarà una collaborazione tra strutture ospedaliere che vogliono servire nel modo migliore il proprio territorio, senza altri fini.

Perchè ciò accada è importante poter contare su una programmazione sanitaria di questo territorio degna di tale nome.

Vogliamo credere di poter essere sicuri di lavorare tutti per un obiettivo comune. Non vorremmo mai farci venire in mente che “a pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina”.

Massimo Agosti
Direttore Dipartimento Materno-Infantile
Direttore U.O. Neonatologia, Terapia Intensiva Neonatale e Pediatria del Verbano Azienda Ospedaliero-Universitaria – Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 agosto 2015
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Commenti

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  1. Scritto da Il MATOCCO

    Il dott. Agosti dovrebbe semplicemente spiegare perché in una città piccola come Varese servono due Ospedali e perché il Polo Materno-Infantile deve necessariamente restare al Del Ponte e non tornare al Circolo, dove già esistono tutte le specialità e le costose apparecchiature diagnostiche e terapeutiche di cui anche le donne e i bambini necessitano. Forse solo perché la “programmazione regionale” lo prevede? Come se non fosse più una “eccellenza” il Polo Mat.-inf. se invece che restare al Del Ponte venisse riportato al Circolo ? Mah ! Proprio non capisco questa ostinazione da parte dei politici ora imperanti e dei loro sostenitori di voler mantenere Pediatria, Maternità, Ginecologia, Assistenza e Patologia neonatale in una sede staccata dall’ospedale principale, con costi enormi e con disagi evidenti (chi ci lavora o ne ha usufruito lo sa bene) per tutti. Varese non è Genova (Gaslini) o Firenze (Mayer), ha un bacino d’utenza limitato alla sua provincia e forse meno; i sogni di gloria lasciamoli al passato e cerchiamo umilmente di riconoscere gli errori ragionando in termini di razionalità, di buon funzionamento delle strutture e di spesa, nell’interesse di tutti i Cittadini e “senza altri fini”, come scrive Agosti.

  2. Scritto da redo_home

    Io so solo che se tutti i medici, politici e burocrati avessero le idee (cit ..avrebbe senso solo pensare a come sia possibile curare al meglio le persone che non stanno bene e a come prevenire che le stesse si ammalino..), le stesse competenze e la stessa voglia di lavorare che ha il dott Agosti che ho personalmente visto all’opera, la sanità pubblica italiana sarebbe prima al mondo con grandissimo distacco! Il resto sono chiacchere!!!

    1. Scritto da Il MATOCCO

      Nessuno mette in dubbio le capacità professionali del dott. Agosti e della Classe medica Varesina in genere. Allora, secondo “redo-home” i Medici non dovrebbero mai interferire sull’operato dei politici, anche quando lo ritengono sbagliato proprio in vista di quei fini (tutela della salute e sua prevenzione) di cui parla. Il problema è un altro, parliamoci chiaro: evidentemente si vuole eludere la domanda sulla necessità o meno di mantenere attivi due poli ospedalieri a Varese per non dispiacere ai politici di turno che li hanno voluti e per ingraziarsene i favori. Intanto i comuni Cittadini ne fanno le spese, sia in termini economici che di funzionalità ospedaliera.

      1. Scritto da redo_home

        Caro “Il matocco”, se ben mi leggi, ho scritto che “se tutti i medici, POLITICI E BUROCRATI avessero idee… ecc” ciò significa che se chiunque al proprio livello avesse la competenza per starci senza essere lì per clientarismi , la voglia di lavorare ecc forse non avemmo 2 ospedali x 80000 persone, 8-10 forze di pubblica sicurezza diverse ecc.
        Poiché io non credo di avere tutte le competenze per giudicare sto zitto, segnalando solo l’ottimo funzionamento dei reparti diretti dal dott. Agosti