Il carro delle radici cristiane è già affollatissimo

La competizione tra i partiti e tra i politici per essere in prima linea è sfrenata. Tra Burqa, presepe e stop islam

burqa

Difendere la nostra cultura, rafforzando le radici cristiane. Molti cittadini la sentono come un’esigenza forte, reale, profonda.  Contrapporsi a una modernità complessa e anche violenta, è una delle opzioni in campo. In tanti sentono come reale un’invasione straniera e musulmana. E vorrebbero  frenarla mettendo barriere forti, punti fermi, come il recupero del presepe e del cattolicesimo nelle scuole. Le polemiche abbondano, vedi Rozzano, ma intanto il tema è diventato importante e porterà molti voti perché scuote dal profondo le coscienze dei cittadini, le nostre paure ancestrali, la visione del futuro per i nostri figli.  A maggior ragione dopo quanto avvenuto a Parigi.

 

(foto repertorio)

Anche a Varese, si sono levate sul tema, in pochi giorni, diverse voci. Piero Galparoli di Forza Italia ha ricordato in consiglio comunale che a gennaio aveva proposto e fatto votare una mozione contro il Burqa. La Lega lo ha superato con il sindaco Fontana che ha fatto pubblicare un’ordinanza contro il travisamento del viso (ovvero il burqa). Deciderà la Prefettura.  Il consigliere comunale di Varese Alessio Nicoletti ha proposto e ottenuto il voto in consiglio di un’altra mozione sulle radici cristiane dell’Europa. Giacomo Cosentino di Forza Italia (ex An), ha alzato il tiro: minaccia di scendere in piazza facendo i nomi degli insegnanti che non fanno recitare le preghiere in classe. Davanti alla scuola di Rozzano dove è scoppiato l’ultimo caso sul presepe, si sono precipitati oggi Matteo Salvini (Lega) e Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) con il presepe, mentre Maria Stella Gelmini (Forza Italia) ha cantato “Tu scendi dalle stelle”. Il tema della difesa della nostra identità  è serio. La competizione politica tra i partiti sul tema è sfrenata: ma il carro delle radici cristiane è già affollatissimo e tra poco non ci saranno più posti, nemmeno in piedi.

 

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2015
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Ritengo sia giusto ricordare con un segno o dei canti natalizi (non religiosi) il Natale. Non fa male a nessuno, tanto lo sappiamo benissimo che il Natale alla fine lo ricordate sono nei centri commerciali. Del resto siamo riusciti a commercializzare una ricorrenza molto più laica come quella di Ognissanti con file di bambini che alle 11 di sera ti citofonano per dolcetto o scherzetto.
    I genitori di questi bambini quali valori stanno difendendo? Non hanno parenti defunti al cimitero da onorare e ricordare senza fare queste baggianate americane?

    Qui gli unici che fanno casini sono solo gli adulti che evidentemente hanno un interesse a tirare o verso il fanatismo religioso o la laicità senza senso ma sempre spinti da un tornaconto personale.

    Fosse per i bambini, festeggerebbero, canterebbero e allestirebbero qualsiasi amenità che l’uomo si inventa pur di trincerarsi dietro ideologie che non hanno nessun fondamento.

    Ovviamente la nostra classe politica è sempre in prima linea nel carpire queste polemiche, amplificandole a dovere per raccogliere voti. Insomma, il grande circo medievale-religioso ha inizio.