Libri di carta addio?

Libro digitale o libro cartaceo? Un convegno organizzato dalla Biblioteca di Taino racconta come cambierà il nostro modo di leggere

libri cartacei o digitali

Se ci sarà un vincitore assoluto, tra il libro di carta e quello digitale, di certo le biblioteche non si faranno sorprendere impreparate dal cambiamento; anche se, a ben vedere, pare che i due contendenti saranno destinati a convivere per molti anni ancora.

E’ questa la conclusione a cui sono arrivati i relatori del convegno “Libro, quale futuro?” organizzato dalla biblioteca di Taino, con la collaborazione del Sistema Bibliotecario dei Laghi e delle biblioteche di Sesto Calende, Angera, Ranco, Ispra e Mercallo.

Numeroso e interessato il pubblico, che ha ascoltato per più di due ore i relatori intervenuti, nell’ordine: Roberto Cicala dell’Università Università Cattolica di Milano, Michele Losacco Biblioteca Nazionale Braidense, Alessandro Soldini della Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, Paolo Zoboli del Liceo Scientifico di Sesto Calende e Alessio Magnani della Biblioteca di Taino.

Cinque interventi coordinati da Laura Tirelli che hanno raccontato del futuro del mercato editoriale, del restauro dei libri antichi, di libri d’arte e libri d’artista e del destino delle biblioteche nell’attuale panorama dell’informazione digitale.

Ma la domanda che più bruciava sulla lingue dei presenti era: che ne sarà del libro di carta?
Tutti i relatori si sono trovati d’accordo sul fatto che non ci sarà un vero vincitore tra i due e che, con tutta probabilità, i due supporti continueranno a coesistere nelle mani degli amanti dei libri.

Il vero problema è che questi lettori sono sempre meno: secondo un’indagine ISTAT tra il 2013 e il 2014 le persone che hanno dichiarato di leggere almeno un libro all’anno sono scese dal 43% al 41,4%.

Questo significa che il resto della popolazione italiana (la maggioranza) non ha letto nessun libro.

L’altra grande questione è l’introduzione del libro digitale, in forma di tablet, a scuola: la discussione è aperta tra chi dice che possa essere nocivo per l’attenzione e la concentrazione degli studenti e chi invece pensa al futuro e immagina libri scolastici che offrano oltre al testo scritto anche interessanti contenuti multimediali o che si aggiornano da soli.
Il futuro è in mano ad alunni e professori e alla loro capacità di usare, con intelligenza e profitto, uno strumento dalle enormi possibilità.

Unica certezza e buona notizia: anche se scomparissero i libri cartacei, le biblioteche non farebbero la stessa fine. Il periodo storico che stiamo attraversando è ricco di potenzialità create dalla cultura digitale che pervade il nostro mondo tramite i supporti che permettono a questa cultura di essere fruita con più facilità in ogni momento.

La quantità d’informazione digitale si moltiplica a dismisura giorno dopo giorno: il compito di bibliotecari e librari sarà sempre quello di fare da timonieri all’interno di questo grande mare, per chi si voglia avventurare alla ricerca di conoscenza in ogni campo o anche, semplicemente, di un buon libro o, perché no, del libro che è in grado di cambiarti la vita.

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Pubblicato il 30 novembre 2015
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