Scienziati e cittadini per sapere “Che aria tira”

Pienone alla serata organizzata dal Comitato ambiente Verbano. L’obiettivo è sorvegliare e indagare le emissioni nocive per uomo e ambiente

Varie

Poter conoscere a quali rischi va incontro la popolazione nelle zone in cui sono presenti attività produttive. È il sogno di molti, tanti, almeno a vedere le foto della serata organizzata dal Comitato Ambiente Verbano che venerdì scorso si è trovato a Cittiglio in una serata per fare il punto su uno degli obiettivi del gruppo di cittadini nato nel 2011.

In soldoni, questo potrebbe tradursi nell’adozione della “valutazione di impatto sanitario”: vale a dire una serie di indagini che facciano luce sulle emissioni di un impianto e sulle possibili ricadute sulla salute dei cittadini, al netto degli altri fattori (traffico, polveri, altro).

Ha aperto la serata il presidente del comitato dott. Paolo Paliaga che ha illustrato il cammino del comitato dal 2011 ad oggi: dalla conferenza, lo stesso anno di fondazione, con i massimi esperti italiani sul tema del co-incenerimento a Laveno Mombello, al coinvolgimento delle istituzioni locali come sindaci, comunità montana, Provincia di Varese e Regione Lombardia con tavoli tecnici in Provincia e audizioni regionali.

Nel corso di questi anni è stato anche coinvolto l’Istituto Mario Negri nella persona del dott. Marco Lodi che ci ha seguito in questi anni.
“L’ultimo atto – ha ricordato Paliaga – è questa serata in cui presentiamo la proposta attraverso l’Istituto dei tumori e l’Istituto Mario Negri di Milano a cui chiederemmo di attuare gli studi proposto sulla salute pubblica”.
Successivamente sono state illustrare le ragioni per la quale si chiede un approfondimento di indagine sulla salute: i controlli sono fatti prevalentemente dall’azienda (controllore e controllato sono lo stesso soggetto), e gli stessi non rilevano i dati delle fasi transitorie dell’incenerimento (spegnimento, accensione, malfunzionamento etc.).

«Inoltre – spiegano dal Comitato – l’ARPA per sua stessa ammissione non ha strumenti adeguati a monitorare tutti gli elementi chimici e inquinanti legati al processo di co-incenerimento come le polveri sottili (molto pericolose) o altri inquinanti specifici tipici delle combustioni dei rifiuti».

Molte delle considerazioni della serata hanno riguardato la contiguità con un’azienda oramai storica presente nella valle, il cementificio Colacem dove parte del combustibile è costituito da rifiuti, procedura nuova per il cementificio, «per cui esiste poca letteratura scientifica sui potenziali danni alla salute», come è stato ricordato.

Che fare allora? «Esiste il principio di precauzione – hanno spiegato dal Comitato – che dovrebbe spingere i responsabili della salute pubblica (i sindaci in questo caso) ad anticipare eventi problematici, assecondando le linee guida della Regione Lombardia, e anche le recentissime linee guida per la Valutazione integrata ambientale e sanitaria VIIAS che datano aprile 2015) facendosi promotori presso la conferenza dei servizi insieme al comitato di cittadini di una valutazione di impatto sanitario VIS».

Il presidente ha passato la parola al prof. Leonardo Salvemini che ha raccontato come sono nate le linee guida della Regione Lombardia sul tema della valutazione di impatto sanitario quando lui è stato per sei mesi assessore e ha aggiunto che non ha avuto il tempo per trasformare le linee guida in uno strumento legislativo che obbligasse le aziende con forte impatto ambientale ad eseguire di norma una VIS.
Hanno poi preso la parola il dott. Paolo Contiero e il dott. Alessandro Borgini dell’Istituto dei tumori che hanno dettagliatamente spiegato il progetto/proposta di VIS da realizzare nella regione intorno alla Colacem mentre il ricercatore dott. Enrico Davoli dell’Istituto ha spiegato in dettaglio la complessità e l’articolatezza di indagare le problematiche legate alle emissioni separandole dalle altre fonti inquinanti (traffico, riscaldamento e altre aziende) mostrando un modello che riesce in dettaglio a centrare la problematica.

Ha chiuso la parte tecnica la dottoressa Giovanna Tagliabue del registro tumori che ha illustrato dettagliatamente i rapporti tra attività industriali e insorgenze di patologie mostrando gli studi a livello mondiale che formano la letteratura sul tema dell’impatto sulla salute delle attività industriali.

Erano presenti i sindaci di Cittiglio, Gemonio, Caravate, Rancio Valcuvia, consiglieri e assessori di diversi comuni limitrofi come Laveno Mombello, un assessore della Comunità montana Valli del luinese. Il sindaco di Cittiglio Anzani è intervenuto dando la disponibilità del suo comune, anche finanziaria, per realizzare il progetto della valutazione di impatto sanitario e così anche il neo-sindaco di Gemonio Lucchini la quale amministrazione ha già predisposto una quota per il progetto VIS.

La serata ha visto un’ottima partecipazione di pubblico che è intervenuto numeroso con domande, quesiti e manifestando la legittima preoccupazione e stimolando il comitato a portare a termine la propria missione.

Ha terminato la serata il presidente sollecitando la collaborazione di tutti i soggetti in campo per dar vita ad un progetto di approfondimento che veda la sinergia tra amministratori, azienda e comitato di cittadini per mostrare come si possa collaborare per migliorare la vita della popolazione soprattutto in termini di salute pubblica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2015
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