Violenza su donne e minori, dall’esperienza nasce un libro

L'ispettore Silvia Nanni della seconda sezione della Questura di Varese ha presentato alla Galleria Boragno il volume "L'ascolto dei soggetti deboli"

silvia nanni maria greca zoncu elisabetta marca

“L’ascolto dei soggetti vulnerabili” è il titolo del libro presentato venerdì sera in Galleria Boragno a Busto Arsizio. Il volume, scritto da Silvia Nanni, appartenente alla seconda sezione della Questura di Varese, raccoglie la sua esperienza ventennale nell’ascolto di minori e donne vittime di violenza. Grande l’interesse per questa pubblicazione e sala piena di addetti ai lavori ma non solo.

Il libro si propone come un vademecum per addetti al lavoro ma anche per genitori e persone che lavorano con i soggetti deboli (insegnanti, educatori, membri di associazioni che si occupano di violenza sulle donne, ecc) che si trovano davanti all’ingrato compito di raccogliere confidenze riguardanti storie di violenza. La grande esperienza dell’ispettore Nanni garantisce sulla bontà delle indicazioni che vengono fornite.

A presentare il volume c’erano il giudice Maria Greca Zoncu del tribunale di Busto Arsizio e l’avvocato Elisabetta Marca dell’associazione Eva Onlus

Così descrive il lavoro della Nanni il giudice bustocco:«Il lavoro della polizia giudiziaria è fondamentale per i giudici, soprattutto quando si parla di vittime di violenza. – sottolinea la Zoncu – Loro ascoltano le persone che poi noi giudichiamo e il racconto che viene fatto dalle vittime è spesso l’unica prova. Dalla loro professionalità e sensibilità dipende anche il giudizio che noi diamo perchè sia il più aderente alla realtà».

Il giudice ha sottolineato l’importanza della genuinità del racconto che viene fatto dalla vittima e qui entra in gioco la capacità di chi ascolta nel non inquinare la prova mantenendo un atteggiamento distaccato ma allo stesso tempo capace di ottenere la fiducia della vittima: «Chi fa questo lavoro non sa mai dove sia il limite tra lavoro e volontariato».

La particolarità di questa opera sta nel «non è un libro di teorie, le parole che nascono da qualcosa che è accaduto dalle quali scaturiscono regole di comportamento che partono dal basso, dall’esperienza reale».

Così inquadra questo lavoro l’autrice: «Mi sono specializzata nell’ascolto dei soggetti deboli sia per quanto riguarda la violenza subita direttamente che per quella assistita – racconta e aggiunge – in questi venti anni sono stati fatti molti passi avanti sia in ambito di indagine che in ambito giudiziario, sono state create sezioni apposite che lavorano su questo tipo di crimini, come la seconda sezione della Questura di Varese.Quello che abbiamo, spesso, è proprio la nostra esperienza e per questo libro piccolo vademecum per chi deve ascoltare un soggetto debole».

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2015
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