Una rabbia senza spiegazione, così Gjin ha ucciso la moglie

L'uomo non avrebbe fornito una spiegazione all'omicidio della moglie. Lo avrebbe spinto una rabbia incontenibile mentre era sul divano a guardare la tv

Non ha saputo dare una spiegazione del perchè abbia ucciso la moglie. Gjin Preducaj, il 43enne reo confesso dell’omicidio della moglie Marianna, ha raccontato al sostituto procuratore bustocco Nadia Alessandra Calcaterra la drammatica notte vissuta all’interno dell’appartamento in cui viveva insieme alla vittima e ai loro due figli di 3 e 11 anni. Un racconto breve di come una serata normale, in una famiglia normale, si sia trasformata in un dramma che ha travolto e distrutto un nucleo familiare di 4 persone.

L’uomo avrebbe raccontato agli inquirenti che, mentre guardava la televisione all’una di notte, è stato colto da una rabbia improvvisa e incontrollabile che lo ha spinto a prendere un coltello, di quelli che si usano per tagliare il pane, dalla coltelliera in cucina e dirigersi direttamente nella camera da letto dove la povera Marianna stava dormendo.

L’uomo avrebbe colpito la moglie con una sola coltellata alla carotide, un colpo letale che non lascia spazio a dubbi sulla volontà di ucciderla. Poco dopo avrebbe cercato di suicidarsi dandosi una coltellata al torace con la stessa arma ma provocandosi, in realtà, solo una ferita poco profonda tanto che già in mattinata è stato dimesso dall’ospedale e portato in carcere a Busto Arsizio. (nella foto marito e moglie) omicidio gallarate marianna gjrkay gijn preducaj

Assistito dal difensore Alberto Talamone è stato ascoltato dal sostituto procuratore questa mattina presto ma le parole uscite dalla sua bocca sarebbero state poche e confuse. Gino, come lo chiamano gli amici, avrebbe ammesso di essere una persona gelosa ma di non avere sospetti di relazioni extraconiugali da parte della donna, avrebbe sostenuto di non averla mai picchiata e raccontato di aver avuto qualche diverbio con lei, soprattutto nell’ultimo periodo, ma senza che questi degenerassero in liti vere e proprie.

Agli  inquirenti avrebbe anche riferito il fatto che Marianna, qualche giorno prima, le avesse rivelato il sospetto di essere rimasta nuovamente incinta, probabilmente in seguito ad un ritardo del ciclo mestruale. Una circostanza che, probabilmente, verrà verificata con l’autopsia disposta dal magistrato.

Quello che è avvenuto dopo l’omicidio è in fase di verifica, l’uomo è stato sottoposto anche ad un esame tossicologico per verificare se avesse fatto uso eccessivo di alcol, droghe o farmaci. Da quanto emerso sembra che l’uomo abbia chiamato la sorella dicendo “è tutto finito”. La donna, una volta capita la gravità della situazione, ha inviato sul posto i soccorsi e ha avvisato i carabinieri di Gallarate che sono giunti sul posto attorno alle 4 del mattino, quando ormai non c’era più nulla da fare.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 dicembre 2015
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