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La moglie di Piero Macchi: “Ha voluto ringraziare la sua squadra”

La lettera che la moglie di Piero Macchi, fondatore della Enoplastic, ha voluto dedicare ai lavoratori in ricordo del marito che ha lasciato ai dipendenti dell'azienda 1,5 milioni di euro

Enoplastic

Piero Macchi è ormai sulla bocca di tutti. Da quando VareseNews ha scritto della sua scelta di destinare 1 milione e mezzo di euro ai suoi dipendenti con un lascito testamentario eseguito dalla moglie Carla e dalla figlia Giovanna, oggi a capo dell’azienda di Bodio Lomnago, la storia dell’imprenditore generoso e illuminato ha fatto il giro del mondo.

Ne hanno parlato televisioni, giornali, siti web e sui social network il fondatore della Enoplastic è esaltato ed elogiato come un esempio da seguire o come una figura d’altri tempi difficile da rintracciare ai giorni nostri.

Alla donazione, la moglie di Piero Macchi, Carla, sua compagna per 65 anni, ha voluto allegare una lettera consegnata a tutti i dipendenti che hanno ricevuto l’inatteso regalo di Natale.

LA LETTERA INDIRIZZATA AI DIPENDENTI DELLA ENOPLASTIC

Un testo che gli stessi lavoratori che ci hanno contattato per rendere pubblica la storia hanno definito toccante. La signora Carla ha voluto aprire il messaggio con una frase di Luigi Einaudi, presidente della Repubblica dal 1948 al 1955:

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”.

Alla citazione segue un messaggio rivolto ai dipendenti della Enoplastic, con le parole che la moglie di Piero Macchi ha voluto dedicare ai lavoratori che hanno affiancato suo marito nella sua impresa, nata nel 1957 e diventata leader mondiale nel settore della produzione di capsule, tappi e delle chiusure innovative per l’industria enologica.

La riportiamo di seguito nella sua interezza perchè merita di essere letta tutta:

Cari collaboratori,
questa frase del Presidente Einaudi nonostante abbia più di 60 anni ancora oggi è forse la più bella descrizione del VERO imprenditore.
Credo che mio marito fosse così. Un uomo innamorato della sua Azienda che era ed è una sua creatura.
Lui aveva ben presente che non tanto le mura e i macchinari, quanto le persone sono l’Azienda. E se le Donne e gli Uomini che ci lavorano amano e credono nel proprio lavoro fanno prosperare l’Azienda e costruiscono il loro futuro.
Lui ha sempre pensato a tutti coloro che hanno costruito con lui questo lungo percorso di fatica e di successi e, anche quando la malattia cominciava a minare la sua forza, tra i pensieri più assillanti c’era quello di trovare il modo più giusto per dimostrare a tutti i Collaboratori la propria riconoscenza.
Ci ha pensato lungamente consultandosi anche con le persone più vicine, ma alla fine, come sempre, ha deciso lui in prima persona, assumendosi la responsabilità della scelta.
Con questo gesto personale ha voluto ringraziare non il singolo individuo ma l’intera “squadra” perchè solo il collettivo che si muove nella stessa direzione può far prosperare l’azienda e accrescere l’orgoglio di chi in essa opera.
Questo deve essere lo spirito di partecipazione di coloro che quotidianamente lavorano in Enoplastic e solo così potrà essere raccolta l’eredità di un uomo che ci ha sempre creduto.

Macchi Carla

di tommaso.guidotti@varesenews.it
Pubblicato il 10 gennaio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Le aziende di successo ed i prodotti di successo sono fatti dalle persone in primis, persone che devono essere valorizzate e di conseguenza crescere insieme alla azienda.
    Così significa fare gli imprenditori, quelli veri, gli Olivetti ed i Macchi mi verrebbe da dire.
    Purtroppo di persone come il Signor Macchi ce ne sono poche. Oggi molto spesso gli individui sono visti come numeri e se c’è un cinese o pakistano che produce a minor costo ma non a uguale qualità, allora gli illuminati imprenditori del 2016, preferiscono chiudere ed aprire in Cina o esternalizzare tutti i servizi. Queste persone non hanno idea che così facendo ottengono due cose:
    – impoverire il know-how
    – alla lunga la azienda inesorabilmente chiuderà lasciando a casa centinaia di persone.

    Che dire altro, un vero signore.

  2. Scritto da Pino2

    Sei una grandissima persona Piero, dico “sei” perché quelli come te sono sempre presenti e non possono e non devono andarsene da questo mondo di falsi e approfittatori.
    Se tutti gli imprenditori italiani offrissero una piccola parte dei loro guadagni a fine anno ai loro lavoratori forse ci sarebbero un po’ meno problemi finanziari nelle nostre famiglie….ma questa penso sia solo utopia.
    Io non ti conosco ma è come se fossi il mio povero papà…riposa in pace Piero :(