Moni Ovadia: “I razzisti? Sono in ritardo di 40.000 anni”

Moni Ovadia ha aperto la nuova edizione di Filosofarti con una lezione magistrale che ha spaziato sui temi dell'attualità, dalle migrazioni alla guerra: "Il più grande crimine della storia? Il colonialismo"

filosofarti 2016

Nasce tutto da un grande equivoco: «su questo pianeta c’è un solo essere umano, la diversità di specie e di razza è finita 40.000 anni fa. I razzisti? Poverini, sono solo coglioni ritardatari». A dirlo è Moni Ovadia a Gallarate, durante il primo appuntamento della nuova edizione di Filosofarti al Teatro delle Arti di Gallarate.

«Noi tutti veniamo dall’Africa -racconta- e proprio per questo dobbiamo ricordarci sempre che a culture diverse non corrispondono esseri umani diversi» ma semplicemente «una delle infinite sfaccettature in cui l’umanità si è declinata». La diversità quindi «è una ricchezza che si apprende nel tempo» e certo «non è intrinseca a nessuno». Considerando quindi che «tutti siamo uguali» ognuno dovrebbe avere «pari dignità, pari diritti e anche una pari opportunità di conoscenza; ma oggi non è certo così».

E quella grande differenza che vede il mondo spaccato a metà «è nata dal più grande e lungo crimine contro l’umanità mai commesso: il colonialismo; oggi questo mondo è così perché così lo abbiamo voluto noi». E’ stato in quel momento che «l’occidente ha esportato gli aspetti peggiori del suo modello di vita» ed è quindi inevitabile che «oggi il nostro è indubbiamente il posto migliore in cui vivere». Ma nonostante il fatto che «i principi fondamentali della nostra società siano bellissimi» metterli in pratica «è tutta un’altra cosa». Secondo Moni Ovadia «dichiariamo il valore della giustizia ma poi una causa dura 15 anni» o professiamo l’uguaglianza «e poi c’è gente che fa un lavoro schifoso per vivere con 500 euro al mese» mentre nel frattempo «i poveri aumentano, le disuguaglianze crescono e vessazioni e corruzioni sono all’ordine del giorno».

moni ovadia

In una situazione così complessa si perde di vista il fatto che «la multiculturalità è una ricchezza», testimoniata dal fatto che «pur non condividendo quasi nulla della loro politica» la più grande potenza mondiale, «gli Stati Uniti, sono stati fondati proprio da migranti». Certo è che mai come oggi «i problemi dell’integrazione sono evidenti» ma non bisogna mai commettere l’errore di dimenticare che «da sempre, quando i valori non sono più condivisi, una minoranza agisce in modo violento». E’ successo poco tempo fa anche in Italia con «le Brigate Rosse o Prima Linea» e quegli attentati, quelle bombe «erano fatte da giovani ragazzi italiani, anche molto intelligenti».

Dunque, per sbloccare questa impasse «c’è solo una strada da seguire: dichiarare la guerra fuori legge e perseguire la pace. Non esistono guerre umanitarie o giuste, specialmente perché oggi la gran parte di quelli che muoiono sono solo persone innocenti». E se da un lato dobbiamo «usare a tutti i costi altre vie» dall’altro bisogna «smettere di costruire e vendere armi» tenendo ben presente che «la pace è un qualcosa che non si crea dal nulla, si deve scegliere»

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 20 febbraio 2016
Leggi i commenti

Video

Moni Ovadia: “I razzisti? Sono in ritardo di 40.000 anni” 1 di 1

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Gasollywood

    Intervento di Moni Ovadia eccezionale ma alcuni virgolettati dell’articolo io non li ho sentiti. Si tratta di dichiarazioni prese in un’intervista a margine dell’intervento? In particolare ad esempio non mi sembra usato la parola “razzisti”…

  2. Marco Corso
    Scritto da Marco Corso

    Ha ragione. L’articolo si riferisce infatti quasi integralmente ad una conversazione avuta a margine dell’incontro.
    Cordialmente