Il Baff pensa già al 2017: “Non disperdiamo il lavoro fatto”

Il pensiero va già all'anno prossimo, quando in città ci sarà un nuovo sindaco. E gli occhi si posano anche sul Calzaturificio Borri per una "cittadella del cinema"

baff 2016

Tutto è pronto per la nuova edizione del Baff, ma il pensiero va già alla prossima, la prima che a Palazzo Gilardoni non avrà Gigi Farioli. E così la presentazione del festival a Busto -dopo la presentazione ufficiale a Milano- diventa l’occasione per lanciare l’appello affinché «il lavoro fatto in questi 14 anni non vada disperso».

A chiederlo è Alessandro Munari, presidente della BA Film Factory, che sottolinea come il festival «nasce da un entusiasmo che non è facile mantenere vivo» augurandosi quindi che non si proceda ad «una scellerata spending review». Fino ad oggi, infatti, la rassegna cinematografica ha potuto contare sull’appoggio certo del sindaco Gigi Farioli, ma quando a Palazzo Gilardoni arriverà un nuovo primo cittadino le carte potrebbero nuovamente mescolarsi.

«Il Baff è come un fiume carsico che riunisce periodicamente l’impegno della città nell’ambito del cinema -spiega Farioli- proprio per questo se dovessero scendere i titoli di coda dopo 14 anni sarebbe una pessima scelta». E così se da un lato il sindaco uscente si dice «pronto a collaborare anche in futuro» dall’altro assicura di andarsene «lasciando un terreno arato per il futuro culturale della città» testimoniato da due importanti delibere ratificate dal comune: quella per il recupero di Piazza Vittorio Emanuele e il piano per il Calzaturificio Borri. «La ristrutturazione delle ex carceri consentirà infatti l’allargamento del polo culturale di biblioteca e civiche raccolte d’arte» mentre il piano per la parte pubblica del Borri «sarà all’insegna della cultura» (in quella privata aprirà un supermercato, ndr).

Ed è proprio la partita del futuro del Borri che il Baff vorrebbe giocarsi. «Vogliamo iniziare a sottoporre l’idea di una cittadella del cinema all’interno del Calzaturificio» annuncia Munari, pronto a «confrontarsi con la prossima amministrazione» in modo da rendere «il cinema sempre più parte della città». L’idea sarebbe quindi quella di un un secondo polo di eccellenza da affiancare a quello dell’Istituto Antonioni che ha la sua sede in via Magenta, in Villa Calcaterra. Idee, proposte e preoccupazioni che, almeno per la prossima settimana, saranno messe da parte lasciando spazio al cinema.

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di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2016
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