500 profughi nel residence, Pero è preoccupata

Il paese alle porte di Milano è al centro delle polemiche per la decisione del prefetto di ospitare 500 richiedenti asilo nella struttura residenziale

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Aumenta la preoccupazione dei cittadini e di alcune forze politiche per l’arrivo di 500 richiedenti asilo nel Residence Falcon di Pero, paese alle porte di Milano di 5 km/q e 11 mila bitanti. La designazione dell’edificio, gestito da una cooperativa siciliana, come centro d’accoglienza per gestire la nuova emergenze umanitaria nelle acque del Mediterraneo.

Il residence è stato al centro, in passato, di inchieste giudiziarie relative allo spaccio di droga e alla prostituzione. Un ambiente, dunque, poco adatto all’accoglienza di centinaia di persone in fuga dalla disperazione, un possibile terreno di coltura della microcriminalità. Tutto questo non è sfuggito ai cittadini che hanno già bocciato questa decisione mentre l’amministratore dello stabile ha sottolineato la situazione di inagibilità in cui versa il complesso.

Il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) ha inviato una lettera al Prefetto di Milano Alessandro Marangoni in cui si fa portavoce delle preoccupazioni della cittadinanza di Pero in merito all’invio di 500 richiedenti asilo presso il Falcon Residence.

Nella nota Cecchetti ricorda che «il Falcon Residence si trova in un piccolo centro dell’hinterland milanese e la notizia del prossimo arrivo dei profughi sta determinando forti agitazioni fra la cittadinanza locale, anche perché si trova accanto a una scuola e a qualche centinaio di metri dalla sede del Comune».

«Troppo spesso – continua il vicepresidente – abbiamo assistito ad un progressivo degrado di questi centri, con l’assenza completa di sicurezza per la popolazione. Inoltre solo una piccola percentuale di profughi avrà diritto d’asilo come si ricava proprio dai dati del Ministero dell’Interno. La scelta è ricaduta su una struttura già caratterizzata da storie di degrado, dove si sarebbero verificati episodi di prostituzione e spaccio di droga, ma la circostanza più grave è che, come riporta l’amministratore dello stabile, il Falcon Residence non ha i requisiti strutturali e di agibilità per ospitare i richiedenti asilo».

«Ci sono quindi – evidenzia Cecchetti – troppe questioni legate alla sicurezza, ai costi, all’impatto sul contesto socio-economico del territorio interessato, nonché ai profili igenico-sanitari e di agibilità che non sembrano essere stati affrontati. Viene naturale domandarsi se sono stati ascoltati i bisogni e le esigenze dei cittadini residenti».

Da qui la richiesta di Cecchetti al Prefetto per un fattivo intervento «nell’interesse esclusivo della cittadinanza di Pero, procedendo fin da ora con una revoca, in via di autotutela, del provvedimento che porterà i richiedenti asilo nel Falcon Residence».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 21 aprile 2016
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