Adamoli sulle primarie: “L’elettore di centrodestra non è morto”

L'ex-consigliere regionale analizza i dati della consultazione di domenica a Busto Arsizio partendo dal numero di votanti e sottolineando il sussulto dei moderato contro "l'estremismo leghista"

Adamoli giuseppe

L’ex-consigliere regionale ed esponente del Pd Giuseppe Adamoli fa alcune considerazioni sulle primarie del Centrodestra di Busto Arsizio che si sono svolte domenica 3 aprile.

La prima riguarda proprio l’elettorato di centrodestra e, indirettamente, le strategie del centrosinistra: «Il sentimento di centrodestra (non leghista) è ancora forte e sopravvive alla crisi berlusconiana. Nella sinistra chi ignora questo fatto rischia la sindrome di Tafazzi (comportamento masochista)».

In secondo luogo sottolinea, con una seconda frecciata al suo partito, che «queste consultazioni si rivelano positive anche fra chi le ha sempre sottovalutate e perfino derise. Sarebbe stupido e autolesionista se nel Pd prevalesse la stanchezza e si mettesse in dubbio l’utilità di questo strumento che ha largamente e positivamente utilizzato (nel complesso)».

Infine sottolinea il ridimensionamento della forza d’urto del leader leghista: «Salvini, prepotentemente presente a Busto anche l’altro ieri, comincia a fare la differenza ma in meno. Un segno incoraggiante contro il nuovo estremismo».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2016
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