All’assalto della Cisa, tanta fatica e molte curiosità

Partiti attorno a mezzogiorno a causa di problemi tecnici, il gruppo di pellegrini ha affrontato il lungo e impegnativo valico della Cisa. Tanta fatica e incontri curiosi

Pietro Scidurlo lungo la Francigena
quarto giorno di cammino per Pietro Scidurlo

Imprevisti e problemi tecnici hanno costretto Pietro Scidurlo, Roberto, Bart, Giancarlo e Pino a variare il programma.

Nonostante la sveglia di buon ora, i ragazzi si mettono subito ad approntare la tappa, non lunga ma impegnativa, visto di dover affrontare la Cisa.
La bici di Pietro, però, la sera prima aveva qualche problema, quindi, prima di partire, viene approntata l’officina. Le operazioni tecniche si protraggono un po’ troppo a lungo: regolando un aspetto, se ne peggiora un’altro. La catena non vuole reggere, il manubrio è storto e il telaio presenta un assetto non corretto. Così, in men che non si dica, quattro ore preziose trascorrono a lavorare.  Quando i nostri viaggiatori si rimettono in cammino, è già mezzogiorno. Ce la faranno a completare la tappa?

Il problema della batteria dovrebbe essere scongiurato: Alberto Conte di Sloways durante la giornata ha assicurato assistenza lungo il tragitto, anche se non è ben chiaro, dove e quando avverrà l’incontro.

In breve, i pellegrini raggiungono Fornovo, mozzafiato il panorama sul ponte del Taro. Viene quasi voglia di scendere e bagnarsi i piedi, ma il tempo è sempre troppo tiranno. Giusto il tempo di salutare alcuni amici passati a trovarli, e un paio di pellegrini a piedi che vanno nella stessa direzione.

Ecco arrivare Alberto Conte: giusto il tempo del “pit stop” per cambiare la batteria, e si riparte. Si affronta subito la salita: « Quel che non sapevamo è quanto sarebbe stata dura» commentano una volta-  I ricordi di Costamezzana riaffiorano ma presto ci si rende conto che la Cisa può essere molto più complicata. E lo è stata. Rampe ripide, più o meno lunghe, pochi falsi piani, nessun borgo vivace da attraversare, solo alcune cascine chiuse con bottiglie d’acqua sull’uscio. C’è chi dice per i topi… chi per altri motivi… una delle tante curiosità che rimarranno senza risposta».

Pian piano ci si divide e Bartolomeo, Pietro e Roberto sono i primi a scollinare e raggiungere poi Cassio alle 17.
Ma la sedia di Pietro è ancora con Girumin. Pazienza… una soluzione per girare all’interno dell’ostello la troverà.
Mezz’ora dopo all’uscio bussano e sono Pino e Girumin. Finalmente tutti riuniti si sistemano e cucinano un ricco piatto di spaghetti. A tavola si ritrova quel cameratismo che la fatica aveva pian piano eclissato.

Per il giorno successivo si decide di cambiare piano: destinazione Pontremoli…« anche se vorremmo andare un pochettino più avanti senza aspirare ad Aulla… davvero troppo lontano (anche perchè al passo ci sono ancora più di 20 km di salita)».

La tappa di Pontremoli è a posto: Francesco di Farfalle in Cammino – Lunigiana – Tuscany in tempo zero ha trovato un luogo dove riposare per i nostri pellegrini della “Francigena per tutti”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2016
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