Brugnoli: “Confindustria può contare su Varese”

Il past president di Univa è stato nominato vice presidente nazionale con delega al capitale umano

giovanni brugnoli
giovanni brugnoli

«Questa nomina è il riconoscimento di un percorso fatto dall’Unione di Varese che rappresenta un elemento di equilibrio importante nell’ambito di Confindustria nazionale. Come sempre noi daremo il nostro contributo». Giovanni Brugnoli, past president e componente del consiglio direttivo dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, è stato appena nominato vicepresidente di Confindustria con delega al capitale umano.

Brugnoli, iniziamo dalla delega, è soddisfatto?
«Molto, perché il capitale umano è un fattore strategico per chi fa impresa e su questo fronte c’è molto da fare. Il lavoro che abbiamo fatto con Univa a partire da “Generazione d’industria” all’alternanza scuola lavoro, passando per i progetti curati dalle nostre eccellenze universitarie ha dato delle risposte interessanti. Cercare di far coincidere i percorsi di formazione scolastica con le esigenze delle imprese è la vera chiave per dare una prospettiva ai giovani e alle aziende. Al manifatturiero serve qualche diplomato in più dagli istituti tecnici e qualche laureato in meno. Le stesse famiglie iniziano a comprendere l’importanza di questa scelta».

La battaglia per l’elezione del nuovo presidente è stata serrata. Che aria si respira oggi in viale dell’Astronomia?
«Le battaglie durano giusto il tempo dello scrutinio ora in Confindustria si pensa al lavoro e Varese porterà il suo contributo, come ha sempre fatto in questi anni».

Lei ha guidato l’Unione nel periodo più buio della crisi. Che insegnamento porta con sé  per il nuovo incarico?
«Non vedere un segno più in quattro anni è stata dura, anzi, durissima. Quell’esperienza mi ha insegnato l’importanza di essere propositivi in un momento congiunturale disastroso. Il nostro territorio anche negli anni peggiori ha continuato a esportare perché l’internazionalizzazione è nel dna delle imprese varesine. Da Dell’Acqua in poi i nostri imprenditori hanno preso valigetta e aereo per andare a cercare nuove opportunità nel mondo. E hanno continuato a farlo soprattutto durante la crisi. E poi avere alle spalle una grande Unione come quella di Varese aiuta molto perché c’è un equilibrio istituzionale che oggi trova piena continuità con la presidenza di Riccardo Comerio».

Recentemente è scomparso Mauro Luoni, che ricordo le ha lasciato?
«Mauro per me è stata una presenza costante con la parola giusta al momento giusto ma sempre con umiltà, mai sopra le righe. Una grande lezione di stile e umanità».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2016
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