Comunità montana, assemblea spaccata, la minoranza non vota il bilancio

Scontro sul dissesto finanziario dei “Gal”: mancano all’appello 93 mila euro. Passano i conti dell’ente nell’attesa di un piano di rientro

Erano anni che non si assisteva ad un’assemblea così animata in comunità montana, con la minoranza che sbatte la porta uscendo dall’aula senza votare sui conti dell’ente, e il gruppo al comando che approva a tarda notte.

Tutto per uno scontro incominciato a inizio seduta sulla questione dei Gruppi di azione Locale, i Gal: società a responsabilità limitata a forte componente di capitale pubblico che hanno l’obiettivo di far transitare fondi europei sul territorio attraverso la Regione, ente erogatore.

Succede che, secondo la relazione contabile, «vi è un disavanzo di 42 mila euro per il Gal dei laghi e della montagna, 49.020 euro per il Gal Valli del Luinese» ha spiegato il presidente di ComunitàMontana Gorogio Piccolo, ente che controlla per il 70% le Srl dei due Gal «dovuto ad un taglio lineare da parte di Regione Lombardia che non ha finanziato alcuni progetti».

A fronte di queste notizie, anticipate dalla stampa, la minoranza consiliare per bocca del sindaco di Laveno Ercole Ielmini ha proposto di anticipare il dibattito sulla questione, anteponendolo fra i punti all’ordine del giorno che prevedevano l’approvazione del documento unico di programmazione economica 2016/18 (il Dup) e, fra gli altri, anche il bilancio di previsione.

Il dibattito sul buco finanziario dei Gal è stato molto acceso.

Da una parte il presidente Giorgio Piccolo e il suo vice, Luciano Pezza, che sostenevano la correttezza di tutte le operazioni in capo a Cominità Montana, «venuta a conoscenza di questo dissesto non più tardi del 4 febbraio scorso» come ha affermato il presidente.

Dall’altra la minoranza, dove la voce grossa l’ha fatta anche Marco Magrini, sindaco di Cassano Valcuvia, ma anche ex presidente di Comunità montana della Valcuvia, l’ente esistente prima del processo di fusione che portò all’accorpamento col Luinese e alla nascita del nuovo soggetto, come è oggi.

Magrini, nel suo intervento, ha ricordato la cronistoria dei Gal, «nati nel 2009 come occasione di sviluppo per le aree svantaggiate e che hanno ricevuto finanziamenti per 7 milioni di euro, utilizzati al 95%»: si tratta di progetti per il territorio e interventi mirati allo sviluppo soprattutto della filiera agricola.
«Di fronte a questa situazione di dissesto – ha ricordato Magrini – dovuta a precise responsabilità dei due presidenti (Roberto Morselli per il Gal dei laghi e della montagna e Alessandro Casali per il Gal Valli del Luinese, entrambi di area Lega Nord), ma anche di una mancata attività di sorveglianza da parte di Comunità Montana, socio di maggioranza che avrebbe dovuto operare i controlli necessari».

La proposta della minoranza è stata alla fine accolta dopo una decina di minuti di pausa: attendere un piano di rientro dal dissesto finanziario per capire come affrontare la questione. Dopo la votazione di questa opzione, che di fatto tiene in vita i due Gal, lo scontro si è acuito per via dei successivi punti in discussione, appunto l’approvazione dei conti. Sempre la minoranza chiedeva un rinvio, in virtù della difficoltà ad approvare documenti contabili sostanzialmente incompleti perché assenti le poste da ascrivere a copertura delle perdite dei Gal. La maggioranza ha invece deciso di tirare diritto e riservare ad una futura valutazione l’ipotesi di una variazione di bilancio a copertura dei disavanzi.

A quel punto il gruppo “Liste civiche valli del Verbano” si è alzato ed ha abbandonato l’aula, lasciando ai presenti il compito di approvare le rimanenti voci sul tavolo, fra cui anche una mozione a sostegno dei lavoratori frontalieri.

Cosa accadrà ora? Le opzioni sul piatto sembrano essere due. O i Gal rimangono in vita lasciando in capo all’ente – e quindi ai comuni – l’onere di ripianare i debiti, oppure si opta per uno scioglimento, in modo da creare una nuova entità per esempio col nome di gal delle Valli varesine in grado di partecipare alle nuove assegnazioni dei fondi europei, previste per il prossimo ottobre.
La schermaglia di ieri sera, dal forte sapore politico, evidenzia anche un altro fattore legato agli equilibri di Comunità Montana (ente di secondo livello composto dai rappresentanti di ciascun paese) che è dettato dall’avvicinarsi delle elezioni amministrative. Si vota a Montegrino Valtravaglia, Duno, Brezzo di Bedero, Cittiglio e Cocquio Trevisago: i risultati delle urne potrebbero cambiare i numeri a sostegno dell’attuale maggioranza.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2016
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