Dal lavoro agile nuova energia per le imprese

Lavoro agile e innovazione protagonisti della seconda assemblea dei gruppi merceologici Univa che ha riunito i settori “Terziario Avanzato",”Alimentari e Bevande","Legno" e “Varie"

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unione industriali provincia di varese

«La tecnologia oggi rende possibile e accessibile a bassi costi un cambio completo di paradigma. La tecnologia però è solamente un fattore abilitante, necessario ma non sufficiente. Il vero cambiamento è organizzativo e culturale», sintetizza così il fenomeno dello smart working Andrea Orlandini, Presidente dell’Associazione Italiana Direttori del Personale AIDP Lombardia oltre che direttore delle risorse umane e organizzazione di Sisal spa.

Lavoro agile, dunque. Che, si badi bene, è cosa ben diversa dal telelavoro. Il tema «Smart working: ripensare il lavoro, liberare energia» è stato al centro dell’assemblea dei gruppi merceologici “Terziario Avanzato”, “Alimentari e Bevande”, “Legno” e “Varie” dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Un’assise che è stata elettiva, confermando alla Presidenza delle imprese del settore “Alimentari e Bevande” Angela Ribolzi della Norden Sas di Bandini M. di Osmate, a quella del settore “Legno” Moreno Novello della Novello srl di Albizzate, a quella del “Terziario Avanzato” Giovampaolo Lucifero della GPM Insurance Broker Srl e a quella delle “Varie” Giorgio Paglini della G. & G. Paglini spa di Castellanza. Quattro gruppi che insieme rappresentano 188 imprese per 8.026 addetti.

Un fenomeno in crescita quello dello smart working, basato su flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti a fronte di una responsabilizzazione sui risultati del dipendente. Alti gli obiettivi: favorire il benessere della persona, la qualità del lavoro ma anche il sociale e l’ecosostenibilità. Uno strumento duttile e apprezzato sia dall’impresa che dal lavoratore, dunque, come conferma anche l’esperienza sul campo, testimoniata da due aziende leader nei propri settori: Sanofi e Barilla.

La prima ha avviato, in base ad un accordo sindacale del 2013, un progetto sperimentale, inizialmente per la durata di 6 mesi, poi implementato: in concreto, questo si traduce nella possibilità di lavorare una volta a settimana presso la propria abitazione o in altro posto adatto, tecnologicamente connessi. «Oggi in Sanofi – racconta Elena Peron, HR Business Partner di Sanofi Spa – quasi 160 persone, tra manager e collaboratori, svolgono le attività lavorative dalla propria abitazione un giorno a settimana grazie al supporto tecnologico fornito dalla stessa azienda, traendone benefici personali e professionali».

Una modalità trasversale che riguarda molte categorie di lavoratori, non solo, come si pensa generalmente, le mamme lavoratrici. In Sanofi, infatti, aggiunge Peron «l’età media di chi aderisce si attesta intorno ai 48 anni, con una quota femminile sul totale pari al 73%. Per l’azienda è ormai una modalità di lavoro consolidata, che ha dimostrato di migliorare la conciliazione vita lavoro e ha rafforzato uno stile manageriale basato su fiducia e senso di responsabilità». Uno strumento che ha valore non solo sul piano economico e d’impresa ma soprattutto a livello sociale. «L’iniziativa – prosegue – è stata introdotta da Sanofi due anni fa in occasione della prima Giornata del lavoro agile promossa dal Comune di Milano, per sensibilizzare aziende e imprenditori sui vantaggi che il lavoro da casa apporta sia ai collaboratori sia alle stesse organizzazioni. Non solo la miglior conciliazione fra attività lavorativa e vita privata per la popolazione femminile con figli piccoli, ma anche la riduzione del pendolarismo, il miglioramento della qualità di vita e un maggiore rispetto per l’ambiente, con ricadute positive sulla salute».

Altrettanto strutturata e apprezzata da più parti la realtà di Barilla a Parma. «Crediamo così tanto nel lavoro agile – ha raccontato Giorgio Grandi, hr director operations and industrial relations Italy di Barilla Group, alla platea degli imprenditori varesini – che abbiamo strutturato un progetto completo che rivoluziona gli spazi fisici in azienda a partire dall’openspace del management e, ovviamente, la tecnologia prima ancora di pensare agli obiettivi in termini di prestazioni e comportamenti. Abbiamo avviato uno studio di analisi e persino un’iniziativa di comunicazione ad hoc legata al progetto Smartworking per dargli un ruolo di evidenza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 aprile 2016
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