Due fratelli arrestati, per due episodi diversi

Il maggiore finisce nei guai, il minore lo raggiunge in commissariato, fa una mossa falsa e va in cella

porfidio commissariato polizia busto
porfidio commissariato polizia busto

È quasi un record quello realizzato da due fratelli, entrambi pregiudicati e sottoposti a sorveglianza speciale della pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, arrestati dalla Volante del Commissariato Polizia di Stato di Busto Arsizio a distanza di poche ore l’uno dall’altro ed in circostanze davvero particolari.

Era da poco passata l’una di notte di lunedì 25 aprile quando la Volante è stata inviata in un bar di via Ippolito Nievo per una lite tra clienti. Gli agenti hanno accertato che tre frequentatori del locale erano venuti alle mani per futili motivi e che uno di loro, volto noto alle Forze dell’Ordine, era S.I. di 38 anni, sottoposto appunto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Misura che il pregiudicato aveva abbondantemente violato trovandosi fuori dalla propria abitazione dopo le ore 21, in compagnia di persone con precedenti di polizia e all’interno di un pubblico esercizio. S.I., dopo un breve tentativo di fuga, è stato quindi arrestato e condotto in Commissariato in attesa della convalida dell’arresto e della direttissima, previste per la mattina del giorno dopo.

Alle successive ore 15 negli uffici di via Candiani si è presentato il fratello dell’arrestato, M.I. di 36 anni, altrettanto noto ai tutori della legge. Motivo dichiarato della visita era la consegna al fratello di alcuni effetti personali, ma agli agenti della Volante non è sfuggito il gesto di M.I., che ha furtivamente tentato di passare un oggetto al fratello in manette. Oggetto che è risultato corrispondere a una dose di eroina, mentre all’interno del portafogli M.I. aveva anche una bustina di cocaina. Il trentaseienne è quindi stato arrestato a sua volta per il flagrante tentativo di cedere la droga al fratello, atto criminale particolarmente efferato perché compiuto all’interno di un Commissariato di polizia e a favore di un arrestato. Circostanze che, anche in considerazione dei precedenti e delle pendenze di M.I., l’hanno condotto, d’intesa con il PM Dott.ssa Nadia Calcaterra, tra le mura del carcere di Busto Arsizio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2016
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