Le questure sono il motore propulsivo della sicurezza

L'intervento di Francesco Cianci (Uil Polizia) a 35 anni dell'entrata in vigore della legge 121

centrale 112 varese

Oggi compie 35 anni la Legge 121, che dal 1981 ha delineato le funzioni di coordinamento fra le forze di polizia, e modernizzato la struttura dei servizi per la sicurezza dei cittadini. Un traguardo che è anche l’occasione per fare un bilancio di quanto si è fatto fino ad oggi e delle prospettive che si profilano nel comparto sicurezza.

«In tutto questo tempo – spiega Francesco Cianci, segretario di Uil polizia – il quadro organizzativo delineato da questa Legge si è dimostrato stabile ed affidabile e negli ultimi anni è stato capace di resistere perfino al tentativo di privatizzare la sicurezza, e poi a quello di frazionare la Polizia di Stato per regionalizzarla. Attualmente, è evidente che il problema più grande – ed il più avvertito dai cittadini – è quello della riduzione dei servizi di sicurezza sul territorio. Queste carenze si avvertono anche nella nostra provincia, forse anche di più chiaramente a causa di criteri gestionali che a lungo andare hanno causato grave malessere nel personale delle forze di polizia, e l’allontanamento delle professionalità più robuste e mature proprio dai centri di attività dove più necessitano. Per contrastare l’impoverimento delle capacità di risposta, e dell’incisività operativa, mai come in questo periodo gli operatori avvertono l’esigenza di una reale trasparenza gestionale, e della verifica degli obiettivi dirigenziali».

Per superare l’attuale fase di stallo e per arrivare al rafforzamento del sistema che produce sicurezza sul territorio, secondo il segretario della Uil Polizia, c’è bisogno anche di un ulteriore passo legislativo in avanti, che consenta di razionalizzare e ottimizzare le risorse disponibili, sia per quanto riguarda la copertura del territorio, sia rendendo davvero complementare, omogenea e coordinata l’azione delle Forze di Polizia nell’intero campo provinciale.

«Nell’ambito della polizia di stato – continua Cianci – la centralità che proprio la Legge 121/81 ha attribuito alle Questure quali organi di coordinamento delle politiche di sicurezza su scala provinciale, potrebbe oggi essere agevolmente estesa a quei settori collaterali di attività, come la Polizia Ferroviaria, la Polizia Stradale, la Polizia di Frontiera, in cui l’abolizione dei compartimenti regionali consentirebbe di trarre grande vantaggio e risparmio, recuperando uomini e risorse al servizio attivo sul territorio. Solo il compartimento della Polizia delle Comunicazioni riveste una funzione davvero insostituibile e quindi deve essere sottratto a questa necessità di razionalizzazione, perché con le sue sezioni provinciali è l’unico organismo strutturato per assicurare un buon livello di difesa e di contrasto all’iperbolica crescita ed invasività del fenomeno della criminalità informatica, un settore tanto critico quanto sofisticato, in cui è necessario garantire il costante aggiornamento degli operatori e delle applicazioni, e la disponibilità immediata di dotazioni tecnologiche evolute».

«In questi ultimi anni la positiva introduzione nella provincia di Varese del numero unico di emergenza 112 (foto la centrale di Varese) – conclude il sindacalista – ha costituito la punta avanzata in campo nazionale delle strategie per la sicurezza e dall’esperienza che si è con essa maturata emerge la necessità di completare questa fase, perché dietro al numero unico di emergenza, ancora oggi manca quella centrale operativa unica delle Forze di Polizia che è necessaria a razionalizzare e soprattutto a rendere simultanea l’attività operativa di tutte le unità presenti sul territorio.  Anche in questo campo, per la centralità della funzione di Pubblica Sicurezza che in questi 35 anni hanno saputo assicurare in tutte le province italiane, sono ormai maturi i tempi perché alle Questure sia affidato il ruolo di motore propulsivo della “macchina” che deve produrre sicurezza sul territorio. Questa è la nuova sfida legislativa che abbiamo davanti».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2016
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