Eppure, Brezzo di Bedero, si muove

Alla prossima tornata elettorale si presenteranno tre liste. I papabili sono: Daniele Boldrini, Luca Minelli e Alfonso Urbani

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Roberto Bramani Araldi è il presidente della bocciofila di Brezzo

Eppur si muove. Qualche riferimento alla frase attribuita a Galileo Galilei dopo l’abiura davanti al Tribunale dell’Inquisizione nel 1633 – ma sembra mai effettivamente pronunciata, dato che gli venne attribuita dallo scrittore Baretti oltre un secolo dopo – in merito al sistema eliocentrico? (nella foto Roberto Bramani Araldi)

Nulla di tutto questo, solo un riferimento all’attività politica a Brezzo di Bedero nell’imminenza della fatidica data del 5 giugno, giorno intinto di sacralità per le elezioni amministrative che coinvolgeranno Comuni come Milano, Roma e Napoli – in rigoroso ordine alfabetico! – oltre al nostro, ora commissariato dopo il non raggiungimento del quorum da parte della lista “bulgara, ante caduta del muro” durante le precedenti elezioni del 31 maggio 2015.

Eppur si muove! Sì, sembrava dai sussurri, incontrollati come quasi sempre accade, che i cittadini di codesto bellissimo comune fossero immersi in un sonno profondo, intinto nell’indifferenza all’impegno civile di candidarsi o comunque di porsi a disposizione per contribuire a risolvere quei problemi che attraversano inevitabilmente qualunque comunità di qualsiasi dimensione.

Invece bando alle Cassandre molto si sta muovendo. Pare che questa volta si presentino addirittura tre liste: i nomi dei papabili? In rigoroso ordine alfabetico Daniele Boldrini, Luca Minelli e Alfonso Urbani. Ma se per quanto attiene la lista Minelli molti aspetti appaiono già abbastanza chiari, dai nomi che vi campeggiano alle indiscrezioni intorno ad alcuni contenuti qualificanti del programma, per Boldrini viene mantenuto un rigoroso alone di mistero in ossequio ad un atteggiamento temporeggiatore – anche in questo caso nessuna confusione con Quinto Fabio Massimo – che ha caratterizzato i comportamenti anche prima della consultazione precedente. Ancora più scarne le notizie sulla lista Urbani, la cui costituzione abbastanza recente viene messa in dubbio da alcune fonti dei cosiddetti ben informati.

Di certo se così fosse si interromperebbe un sodalizio, una specie di asse – di nuovo fuori luogo pensare all’asse Roma/Berlino! –  consolidato dalle precedenti legislature.

Che cosa ne pensano i Bederesi di questo nuovo schieramento di forze?
Difficile poter fornire un quadro omogeneo di pensiero: si va dai dubbiosi agli scettici, a coloro che ottimisticamente sperano nell’avvento di persone che abbiano veramente e profondamente a cuore che la macchina comunale funzioni come un cronometro ad alta precisione, ad altri che temono di assistere al dejà vu; in ogni caso predomina, ad oggi, la curiosità di vedere dove si vada a parare non solo nella competizione, che tutti si augurano improntata al civile e rispettoso confronto sulle idee e sui programmi, ma anche di verificare ciò che verrà attuato dalla lista vincitrice, senza attendere, come avviene negli States l’analisi demandata al mezzo mandato.

Galileo fu costretto ad abiurare e ad accettare obtorto collo la teoria geocentrica di Tolomeo, la speranza dei cittadini è che non debbano esserci abiure, bensì il trionfo della verità, della correttezza e dell’efficienza, perché, alfine, la gente non desidera progetti eclatanti, ma solo un po’ di sana e seria amministrazione.

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Pubblicato il 27 aprile 2016
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