Fra le lacrime tutti pensano a quella rotonda attesa da anni

Sul posto dell’incidente mortale all’intersezione di due vie con la statale non si parlava d’altro. Il sindaco: “Progetto pronto, mancano solo i terreni dei privati”

Avarie
Foto varie

Il momento del dolore non può essere anche quello della ragione. Sono volate parole molto, molto grosse sul luogo dell’incidente stradale dove questo pomeriggio ha trovato la morte una donna madre di quattro figli investita sulle strisce pedonali mentre attraversava la strada.

Le cause sono al vaglio della polizia stradale di Luino che ha rilevato assieme ai colleghi di Varese l’incidente: nessun segno di frenata, nessuna pioggia scrosciante a ridurre la velocità: cielo nuvoloso e nessun abbaglio. Probabilmente non centra il fatto che il passaggio pedonale, almeno guardano le zebre sull’asfalto, sia ben poco visibile. L’unica cosa che manca su quel tratto di strada lo dicevano tutte le paia d’occhi incrociati e ogni frase pronunciata a caldo, a fatti appena avvenuti: “ma la rotonda?” “manca la rotonda”. “Se c’era la rotonda…”.

L’assenza di una rotatoria che faccia da “vigile” in quell’incrocio, per fornire un supporto valido per l’ingresso nell’area commerciale al confine fra Cugliate Fabiasco e Marchirolo è da anni sul tavolo. Qui ci sono un supermercato, una frequentatissima farmacia, due bar, altre attività. Ci sono poi due strade che entrano a “T” in una statale – la 233 – trafficatissima la mattina presto e nel tardo pomeriggio dai frontalieri, ma anche durante il giorno è l’arteria che porta in Svizzera, frequentata da camion e da molti artigiani, e da un certo flusso turistico con la bella stagione.

Chi non si dà pace è il giovane sindaco di Cugliate Fabiasco, Roberto Chini: conosceva la vittima, e la famiglia, e quindi quanto accaduto viene vissuto come un fatto personale: «Non so davvero cosa dire, cosa commentare. Posso solo dire che davvero sono anni che stiamo lavorando per dotare questa strada di una rotatoria capace di far diminuire le velocità. Il fatto è che stiamo attraversando diversi problemi per via delle proprietà dei fondi su cui la rotonda dovrebbe sorgere. Il progetto è pronto, ed è stato approvato da Anas. Sono stati individuati persino gli scoli dell’acqua, e i canali, di quest’opera. C’è addirittura anche il finanziamento. Manca solo la volontà dei proprietari dei fondi per dare il via libera, sono oramai anni e anni che aspettiamo. Noi andremo avanti con gli strumenti che la legge ci consente».

Siamo, di preciso, all’incrocio fra due strade comunali, la via Filippini e la via Carpio, entrambe nel comune di Cugliate Fabiasco. Il prato su cui dovrebbe sorgere parte della rotatoria, però, si trova già nel comune di Marchirolo: il proprietario non vuole cedere di un centimetro il suo orto. Si chiama Claude Furter, è francese e gestisce una palestra in paese, a Cugliate. Guarda a una ventina di metri di distanza il telo bianco steso al centro della carreggiata e scuote la testa: «È assurdo che mi chiedano di cedere la mia proprietà per costruire una rotatoria: qui l’unica cosa da fare per ridurre la velocità è piazzare un paio di colonnine rilevatrici della velocità, sempre attive, 24 ore su 24, multe su multe: vedrete che le macchine rallentano, vedrete che di incidenti non ce ne saranno più».

Assieme a lui c’è anche un altro frequentatore di questa zona, si chiama Mario Romano: «Certo che è pericoloso questo incrocio: quante volte ho visto auto fermarsi per far passare i pedoni sulle strisce e altri che arrivano da dietro e sorpassano senza guardare. O camion che entrano a tutta velocità nel mezzo dell’incrocio: bisogna mettere a posto questo pezzo di statale. A breve aprirà un’altra attività commerciale poco distante. Altre auto, altro traffico: cosa si sta aspettando ancora?».

Della vicenda in paese si sta parlando da anni. Nel 2012 un lettore scrisse una lettera proprio su questo tema.  E due anni dopo, ancora un intervento sulle condizioni della segnaletica orizzontale e sulla gestione del tratto in questione da parte di Anas.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 07 aprile 2016
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  1. Scritto da giomar

    vergogna vergogna e vergogna….a rotonda andava fatta subito tanti anni fa quando è stata data l’autorizzazione a costruire un supermercato,sono state scritte lettere e fatte denunce ma come sempre il cittadino conta meno di zero,intanto nella più totale indifferenza sono state autorizzate altre attività commerciali mentre della rotonda non vi è nessuna traccia. Il denaro e gli interessi personali valgono più della vita e qualcuno da oggi dovrà fare i conti con la propria coscienza.