Gli asciugamani per i senzatetto si raccolgono in palestra

L'idea dello sporting club La Terrazza in collaborazione con la Croce Rossa per aiutare le persone in difficoltà. I responsabili: "Non ci aspettavamo una partecipazione così grande"

E’ nato tutto da una chiacchierata in palestra. Erano le 6.30 di una mattina dello scorso ottobre. Katia Sperotto, un’operatrice della Croce Rossa, stava correndo sul tapis roulant quando ha iniziato a parlare con Paolo Bonaventura, uno dei responsabili dello sporting club La Terrazza di Busto Arsizio. Lei gli racconta del suo lavoro, in particolare di cosa fa per i senzatetto della città. E da lì è nata l’idea.

«Abbiamo deciso di iniziare a raccogliere gli asciugamani usati dai nostri clienti -racconta Paolo- per donarli attraverso la Croce Rossa ai senzatetto della città». Un gesto semplice con l’incentivo di uno sconto sull’acquisto di un nuovo asciugamano «al quale hanno risposto tantissime persone». Alla fine sono stati raccolti oltre 70 asciugamani ai quali la palestra ha aggiunto i vestiti dimenticati e mai rivendicati.

Due mesi dopo l’inizio della raccolta tutto è stato consegnato la mattina del 6 aprile agli operatori della Croce Rossa. «Porteremo parte degli asciugamani nel dormitorio della stazione mentre il resto lo affideremo agli operatori di Ali d’Aquila, l’associazione che gestisce il servizio di docce per bisognosi all’interno dell’oratorio San Filippo» spiega Luigi Lomazzi, un operatore che da 9 anni accudisce i senzatetto della città.

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Un piccolo grande gesto che ha riacceso i riflettori sui problemi delle persone che vivono nei pressi della stazione. L’apertura del rifugio ha finalmente dato un tetto dove far dormire queste persone ma manca ancora molto, a partire da un luogo dove poter mangiare. «Oggi, quando distribuiamo i pasti, le persone mangiano dove capita» raccontano gli operatori della Croce Rossa che con molte altre associazioni della città si occupano di portare almeno un pasto al giorno ai senzatetto, ma questo «non è esattamente l’ideale» e ogni tanto qualche pendolare non gradisce. In realtà una soluzione ci sarebbe: «nello stesso edificio che ospita i posti letto ci sono dei locali inutilizzati ma le ferrovie non li hanno inclusi nell’affitto e quindi non li possiamo usare». Una questione che sarà sul tavolo del prossimo assessore ai servizi sociali.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2016
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